“Cambiare l’acqua ai fiori”

il libro che ha scelto me e da cui mi sono lasciata trasportare. Ho terminato di leggerlo ieri sera e subito mi sono sentita un pò sola, come se all’improvviso fossi stata abbandonata “Ed ora che faccio? Chi mi racconta un’altra storia? Dov’ è andata la mia amica?

Un libro particolare, inaspettato, che mi ha fatto “ricordare” e mi ha riportato alla mente flash di quando ero bambina, quei ricordi che fanno bene al cuore. Non banale e scontato, con un messaggio di speranza sulla possibilità di migliorare la propria condizione esistenziale, dove non mancano attimi di divertimento, ma non eccessivo. Un momento ti intristisce e ti fa scendere la lacrima, ma subito dopo ti distrae con un aneddoto nuovo e ti strappa un sorriso, tra i tanti messaggi fa passare, con estrema semplicità, l’importanza di leggere ed ha un finale quasi sorprendente. Un libro che, inizialmente, potrebbe anche non piacere, ma se ti lasci guidare ti cattura.

Perché si va verso certi libri come si va verso certe persone? Perché siamo attratti da determinate copertine come lo siamo da uno sguardo, da una voce che ci sembra conosciuta, già sentita, una voce che ci distoglie dal nostro percorso, ci fa alzare gli occhi, attira la nostra attenzione e cambierà forse il corso della nostra esistenza?

“Cambiare l’acqua ai fiori” è delicato e gentile, dalle buone maniere, sempre che lo si possa dire di un libro, ma in realtà il libro è la protagonista stessa cioè “Violette”, che racconta, intrecciando passato e presente ed in prima persona, la storia della sua vita, svelando man mano i motivi e gli eventi che l’hanno portata a diventare custode di un cimitero, come se la raccontasse al suo migliore amico. Lo fa con la gentilezza, la delicatezza e l’ottimismo che caratterizzano il suo personaggio, che, per quanto abbia un carico di dolore enorme, riesce a mantenere, quasi sempre, una certa compostezza, anche nell’affrontare la narrazione dei suoi momenti più difficili che, partendo dalla sua nascita non desiderata, sono tanti. Violette non racconta solo se stessa, ma anche la storia di vite che hanno trovato il loro riposo eterno nel cimitero di cui lei è la custode. Un cimitero che, paradossalmente, è vivo, così l’ho percepito, e a dargli vita è anche la presenza di tanti personaggi tutti ben caratterizzati, non è solo un luogo di tristezza e morte, ma può essere anche altro … un luogo dove anche l’ottimismo e la meraviglia, tipici di Violette, trovano il loro spazio.

Crescerai in un altro modo nell’amore che avrò per te. Crescerai altrove, nei mormorii del mondo, nel Mediterraneo, nell’orto di Sasha, nel volo di un uccello, con l’alba e col tramonto, in una ragazza che incontrerò per caso, nel fogliame di un albero, nella preghiera di una donna, nelle lacrime di un uomo, nella luce di una candela. Dove sarà il mio cuore, il tuo continuerà a battere.

Valérie Perrin, l’autrice, ci ha fatto dono di una storia travolgente che regala un caleidoscopio di emozioni anche contrastanti. Inoltre, grazie alla lettura scorrevole, ci si trova “quasi” immersi in una commedia francesce, di cui, almeno io, nel corso della lettura ho respirato l’atmosfera.