Shit day

si proprio “giornata di merda”, ho messo il titolo in inglese con la speranza che l’impatto fosse meno forte o, forse, che si sentisse meno il fetore, ma poteva anche essere francese “jour de merde” o finlandese “paska päivä”, le ho provate tutte grazie a google translate, ma resta sempre la giornata di merda a presentarsi dinanzi ai miei occhi. Posso cambiare il contenitore, ma il contenuto è lo stesso.

Le giornate di merda sono come il temporale d’estate o come una tromba d’aria, arrivano all’improvviso, che, poi, tanto improvviso non è. Quando in estate arriva il temporale un pò di sentore di pioggia cominci ad avvertirlo già qualche minuto prima, senti l’aria che sta cambiando, diventa più pesante, avverti l’odore di terra bagnata, stessa cosa per la tromba d’aria, cominci ad avvistarla da lontano e pian piano si avvicina, oppure c’è sempre il meteo che ti informa dei probabili cambiamenti metereologici in atto e ti prepari.

La giornata di merda no, non ti avvisa, non c’è un qualche fetore che arriva prima a dirti, stai in campana io “giornata di merda” sto per travolgerti. No!

Tu sei li tranquilla, immersa nella lettura di un libro fantastico, in quel momento stai vivendo un’altra vita, sei distante, assorta in pensieri che non ti danno preoccupazioni o ansie, anzi ti fanno stare bene, ma una porta si apre e da quella porta entra colui che sarà portatore del tuo imminente incubo, dover affrontare un problema da mamma e da suocera. Ed ecco che tutto ti travolge, il libro cade in terra, ti desti come se avessi ricevuto una secchiata d’acqua addosso e prendi coscienza che sei davanti ad un problema più grande di te, che ti da all’istante un dolore immenso, nell’istante successivo una rabbia smisurata e non sai con chi prendertela, subito dopo ancora un “non so che dire”, per arrivare al “meglio che taccio o faccio più danni” e la giornata di merda ha preso il via.

Nella bagarre del momento i pensieri negativi si azzuffano con quelli catastrofici, sei incazzata, delusa, triste, dispiaciuta, cacci via tutti perché hai bisogno di pensare, di riflettere, di trovare una soluzione, ma che vada bene per te, che acquieti la tua anima, per gli altri non puoi trovarla di certo tu la soluzione, debbono fare da soli. E allora cominci a riflettere e ti dici che si, forse un pò di puzza nell’aria c’era, ma non la sentivi, non volevi sentirla.

Per favore richiudete quella porta!

Ed è solo per amore che lo chiedo.