Bilancio di una sconclusionata quarantena.

In questi giorni di inizio fase 2 o fine quarantena, dipende da ognuno di noi decidere se sono la fine o l’inizio di qualcosa, sto leggendo qua e la molti blogger impegnati nel bilancio della loro quarantena, “fare un bilancio” sembra, quasi, il nuovo virus in circolazione e, ahimè, ha colpito anche me che, finora, mi ero dedicata solo al mio catastrofico bilancio con la bilancia.

Ho, quindi, iniziato a ripensare a quelle che erano le mie aspettative per questo periodo e mi sono ricordata che, scherzando, mi ero fatta una specie di promemoria delle cose che avrei fatto o che, probabilmente, desideravo fare da tanto, ma non c’era mai tempo per farle.

Quello che ci aspettiamo raramente accade: ma quello che meno ci aspettiamo di solito succede.” (Benjamin Disraeli)

Dormirò fino a mezzogiorno! Mai fatto, anzi ho iniziato a soffrire d’insonnia, i miei ritmi sonno veglia si sono ingarbugliati, sonnecchiante di giorno, sveglia di notte, specialmente dalle 3 in poi, per poi prendere sonno il mattino quando ormai sarebbe stata l’ora di alzarmi, praticamente adesso giro come uno zombie con ore di sonno arretrate che se prova a posare il posteriore su una poltrona tempo 5 minuti dorme. Non so perchè si sia innescato questo meccanismo, non ho grandi preoccupazioni, sto bene, la mia famiglia sta bene, i nostri amici anche … Why? Credo che non lo saprò mai o, forse, non voglio saperlo, magari inconsciamente la cosa mi spaventa e venire a patti con il proprio subconscio non è una scherzo, preoccupazioni recondite esistono sempre, meglio lasciarle dove sono o forse no, ma non è questo il momento giusto.


divano fatti sotto! Non credo di aver preso possesso del divano più di 10 volte e più di 10 minuti, come mi accomodavo sentivo di dover scappare via, mi prendeva, improvvisamente, il desiderio di fare altre 50 cose e tutte in quel momento, una frenesia difficile da controllare, all’improvviso la voglia di fare ginnastica, iniziavo a farla, mi passava subito, poi voglia di stare al pc, tempo 5 minuti e mi passava e così via di attività in attività … ho anche iniziato un corso online di mobile videomaking, mi piace molto tagliare e cucire con l’editing video, volevo approfondire per poter migliorare le riprese video con il cellulare e il successivo montaggio sempre da cellulare, sono arrivata alle lezioni sul montaggio ed anche il corso è rimasto li in sospeso … sicuramente la cosa che ho fatto con più costanza è stata sfornare pane, pizza e dolci ecco il perché del mio catastrofico bilancio con la bilancia.

televisione mon amour! Nulla di fatto nemmeno qui, giusto un paio di film che mi hanno conquistata, di uno forse ne parlerò in questo blog in futuro. Serie TV che mi abbiano catturata al punto da fare binge watching nemmeno l’ombra, ne ho iniziate due o tre e le ho lasciate li, mio figlio, conoscendo la mia passione per i supereroi, mi ha anche regalato l’abbonamento a Disney Plus, ho iniziato con i film degli Avengers, per poi piantare anche quelli, sicuramente il problema non sono stati i film o le serie TV, ma sempre io e questa irrequietezza che mi sto portando dietro.

– libri che goduria! Libri … ne ho iniziati diversi e finiti pochi e ne avrei da leggere, nel mio ultimo viaggio a Milan, a gennaio, ne avevo fatto una bella scorta durante il mio, immancabile, tour delle librerie, ma anche per questi il mio livello di concentrazione è basso e pure la vista ultimamente.

In tutto questo “iniziare e non concludere”, posso, però, citare anche alcune note positive: ho ritrovato degli amici, in primis la mia compagna di blog (o di scarpe come ci chiamiamo noi e il motivo è una lunga storia), in realtà con lei non ci siamo mai perse, ma questa quarantena ci ha fatto ritrovare per l’ennesima volta coinvolte in una esperienza online insieme, vivendo distanti, possiamo inventarci solo attività online, questo blog, spero che avremo la costanza e il tempo per proseguire a lungo; ho ritrovato anche altri amici virtuali di cui, da tempo, non avevo più segnali di vita ed è stato piacevole tornare a chiacchierare con loro come se non fosse passato nemmeno un giorno dall’ultima volta che ci eravamo sentiti, con alcuni è stata anche l’occasione per chiarire i contrasti che ci avevano allontanati e tornare a ridere e scherzare come se nulla fosse; ho fatto tante chiacchierate telefoniche con mio figlio che vive a Milano che, costretto a casa anche lui, ha avuto più tempo da dedicare alla mamma; ho iniziato a leggere qualche blog qui in wordpress, cosa che prima non facevo mai, pur frequentandolo per altri motivi, e ho scoperto persone interessanti da seguire che mi piace leggere e a cui cerco di dare un volto nella mia mente.

Riflettendoci questa quarantena non è poi stata così sconclusionata, non avrò seguito il mio elenco, del resto non è da me darmi delle linee guida, ed avrò anche prodotto cibo in quantità industriale da farmi temere la bilancia, non ho, nemmeno passato ore a lustrare la mia casa da cima a fondo, ma ho ritrovato “le persone” soprattutto l’interesse alle persone, a cercare di capirle, a capire cosa di interessante hanno da dire e questo, debbo confessare, lo avevo perso, troppo presa da una vita frenetica che mi aveva fatto perdere di vista la cosa più importante … aver cura dei rapporti umani.

E la quarantena va scemando …

La vita detta agli uomini le sue regole, che non sono scritte da nessuna parte.”
(Mikhaïl Cholokhov)

tutti in ansia di tornare fuori, tranne la sottoscritta.

Tutti sull’uscio in attesa che la bandierina si sollevi e dia il via alla tanto agognata libertà.

In realtà nella mia città la libertà se la sono concessa da oggi, tante persone a camminare, tanti a correre, probabilmente pensando, ognuno, di essere l’unico/a “perchè siamo ancora in quarantena” e … l’assembramento è servito, chissà lunedì cosa ci aspetterà?

Capisco l’esigenza di ognuno di respirare aria nuova, di uscire dalla routine di una quarantena che non ci siamo cercati, capisco tutto, ma perdonatemi se meglio di tutto capisco lo sfogo di una sorella che amo come me stessa.

Lei è un medico di P.S., uno di quegli angeli che tutti abbiamo imparato ad amare in questi ultimi mesi, anche se, fino a qualche mese fa, portare in prima pagina qualche loro “errore presunto o no” era lo sport preferito di tanti.

Vi racconto la sua vita negli ultimi 2 mesi. Mentre noi tutti, me compresa, in quarantena siamo stati in casa trastullandoci tra libri, tv, figlioli, giardini, chiacchiere con gli amici via web, momenti di sclero o quant’altro siamo riusciti a fare nell’ambito dello spazio di tempo e voglia che avevamo, con l’abbigliamento più di nostro gradimento, per lei non è stato così.

Lei ha vissuto, e tutt’ora vive, due mesi di paura, due mesi in cui ogni paziente poteva essere quello che, al minimo sbaglio, le avrebbe trasmesso il virus, che lei avrebbe potuto ritrasmettere ad altri; due mesi di turni massacranti, in cui sapeva quando il suo turno iniziava e non quando finiva, due mesi in cui non ha mai tolto la mascherina e ancora non la toglie; due mesi in cui la maggior parte delle ore le ha passate in ospedale in abbigliamento da ghostbuster, nemmeno la possibilità di una pausa per poter respirare anche un minuto senza tutto l’ambaradan; due mesi lontana dai suoi figli oppure, le poche volte più vicina, con mascherina e tutte le accortezze possibili, niente abbracci, baci, coccole.

Due mesi lontana da me nonostante abitiamo porta a porta, ma il rispetto di tutti noi è stata la sua scelta in questo periodo e, anche se i vari tamponi a cui è stata sottoposta son sempre stati negativi, lei non ha mai abbassato la guardia.

Ieri in una delle nostre chiacchierate telefoniche mi ha detto di essere stanca, di essere stanca ogni volta di dover stare rinchiusa in tutti quegli abiti, di essere stanca di dover dire a chiunque di fare attenzione perchè il virus esiste ed è pericoloso, “ho visto persone, giovani e non, arrivare e dover essere intubare subito e mandate in rianimazione, mi dispiace perchè non so nemmeno chi ce l’ha fatta e chi no. Se penso che ora torneranno tutti per strada e non so quanti rispetteranno le distanze, prenderanno le dovute precauzioni, mi viene solo da incazzarmi perchè sono due mesi che faccio una vita da inferno e questi sanno solo lamentarsi di non poter più stare in casa. Spero solo che non tornino a riempire il P.S.”

Lo spero anche io e per questo, non avendo un lavoro dove correre, e per rispetto di tutti questi angeli, continuerò a stare a casa, a guardarmi i tramonti dal mio balcone, a leggermi i miei libri, a scrivere qualche pensiero qua e la, a preparare qualche dolce per la mia famiglia e la sua, in attesa che sia mia sorella a dirmi “vai, siamo tutti più tranquilli”

A quando il mare?

Ieri sera, come immagino tutti, ero in attesa davanti alla TV per avere notizie sulla nostra futura sorte. Non so in cosa speravo di preciso, ma avevo delle aspettative o forse no. Non un tana libera tutti, che nemmeno c’è stato, sono un animale casalingo, lo sono diventata dopo aver fatto la pendolare per anni ed ora stare in casa, potermi dedicare alle mie passioni, mi sembra la cosa più bella del mondo, prima o poi arriverà anche la noia, ma non ancora. Non mi aspettavo nemmeno la riapertura totale dei ristoranti o bar, se debbo andare a cena con gli amici con un barriera di plexigas tanto vale continuare con gli aperitivi o cene virtuali, cambierebbe poco. Forse l’apertura di parrucchieri o estetiste? Sono venuta a patti con la mia chioma, ormai da due mesi sono costretta a tenerla ben legata, altri 15 giorni e potranno chiamarmi Raperonzolo e, allora, calerò la mia lunga treccia magari per sollevare fino a casa la spesa settimanale, me ne son fatta una ragione. Non mi aspettavo nemmeno la notizia di poter, finalmente, riabbracciare mio figlio, purtroppo, ci separano diverse regioni, non è questione di un altro comune, ma le videochat ci tengono uniti, con la sua dolce compagna riesce anche a coinvolgermi nell’organizzazione del loro matrimonio (si spera potranno farlo in condizioni di normalità) inondandomi di link di location, fotografi, fiorai, catering, di decisioni prese e subito cambiate, ma hanno tempo, intanto stanno mettendo alla prova la loro convivenza 24h su 24, mi sembra un ottimo banco di prova, spero, questa prova, non li faccia smettere di parlare di matrimonio.
Quindi, riflettendo, riflettendo mi sono resa conto che, forse, mi sono adagiata troppo su questa quarantena da essermi abituata a tutte le privazioni che ci sta comportando, accontentandomi dei surrogati ad esse. Mi sono assuefatta a questa vita non vita e, ieri sera, quasi niente di ciò il premier avrebbe potuto dire mi avrebbe sorpresa, tranne, forse se avesse parlato della comparsa imminente di un vaccino…
Però un desiderio forte ce l’ho , temo sia lungi dal realizzarsi, e non c’è surrogato che potrà sostituirlo … ho bisogno di mare, di sentire il rumore delle onde che si infrangono sulla battigia, del garrito dei gabbiani, di annusarne il profumo, dell’aria elettrizzante sul mio viso, di una passeggiata sulla sabbia, del vento che mi scompiglia i capelli … per poi restare immobile a guardarlo e lasciare che si porti via le mie preoccupazioni.

Uomo libero, sempre amerai il mare! E’ il tuo specchio il mare: ti contempli l’anima nell’infinito muoversi della sua lama.” (Charles Baudelaire)

Quarantena in loop-game

La vita è più divertente se si gioca.
(Roald Dahl)

Giorni di quarantena 7/8/9/10/11 marzo 2020, verso il crepuscolo.

Coco Bandicoot, bionda palesemente ossigenata, macchina rosa, stemma dell’Italia sul cofano, è pronta alla partenza.
Accanto a lei Crash Bandicoot, suo fratello e noto marsupiale la cui gloria risale “al secolo scorso”, scalpita nella sua macchina dando gas in attesa del verde.

Davanti alla TV, muniti di joystick, prontissimi alla sfida, io e mio marito.

Il semaforo è fisso sul rosso, mamma che ansia … scatta il verde … si parteee!

“Ehiii ma qual’è il gas, questa non si muove!” “La ics, la ics, pigia la ics” “Dov’è sta benedetta ics? Non la vedo, qui ci sono un quadrato  o un triangolo” “È in basso!” “Mi servono gli occhiali. Però poi non vedo dove vado” “Questo joystick è fasullo, dammi il tuo” “No sei tu che non sei capace!” “Ehiii mi stai venendo addosso” “Allooooraaa vuoi guardare dove vai! Mi stai mandando fuori strada!” “Ehi così non vale!” “Smettila di tirarmi le bombe o la nitro” “E allora? tu che mi rallenti con quell’orologio? L’ hai trovato già 3 volte di seguito” “Ma quale sono io? Non mi vedo più!” “Stai andando contromano!”
“Non è giusto hai vinto di nuovo, voglio la rivincita e anche la ririvincita” “Il circuito, però, lo scelgo io” “Pronta?” “Spetta, spetta questa volta le voglio fare i capelli verdi” “Dai pigiaaa!!!”


“Mamma, papà?”
“Zitto, che sto per superarlo non mi distrarre”
“Si, ma che si cena stasera? E vi sentono anche i vicini” “Ops” “Ma da quando la sera si cena? Non sapevo esistesse questa usanza”
“Eddai mamma non fare l’idiota come al solito. Ho fame”
“Hai fame? … mmm …. ok allora autogestione … guarda nel frigo cosa trovi … azz un’altra cassa di dinamite”

Addì, giorno di quarantena, 19 aprile 2020 non è ancora dato sapere dove sono stati riposti, con estrema cura, i 2 joystick

#gameover