Per me un caffè “marocchino”

Dai supermercati svizzeri via i moretti, pare siano cioccolatini razzisti. L’Oreal annuncia che non utilizzerà più i termini bianco e sbiancante, razzisti pure questi. Nel campo della tecnologia stanno dismettendo  termini come black list, slave, black hat, su white hat non ho ancora notizie, ma immagino che dopo l’iniziativa di L’Oreal, anche white hat presto sarà censored.

“Via col vento” da film romantico e storico per eccellenza, nel giro di poco, si è ritrovato ad essere un inno al  razzismo, al punto da doverlo cancellare dai cataloghi di Hbo Max insieme ad una sua proiezione a Parigi prevista per inaugurare la riapertura dei cinema post lockdown.

Credo non manchi ancora molto affinchè si arrivi alla censura del colore testa di moro, nonchè dell’omonimo dolcetto napoletano o al divieto del cocktail Negroni, anche se prende il nome dal suo creatore Camillo Negroni, ma si può sempre pensare di eliminare anche tale cognome. Già che ci siamo ve lo ricordate il salame Negroni? Che ne facciamo? L’ideale sarebbe a fette in una rosetta, ma potremmo doverci rinunciare.

Mi viene in mente anche una futura abolizione del gioco della dama, quelle pedine bianche e nere che si affrontano sulla scacchiera hanno un non so che di inquietante. E la serie TV “Black list”? Rischia grosso anche lei. Prevedo, inoltre, a causa di questa isteria antirazzista anche grosse ripercussioni sul panorama musicale italiano. I “Negramaro”, per esempio, che ne facciamo? E di quegli sfrontati dei “Neri per caso” o non per caso? Immaginate falò di cd, vinili e musicassette.

Vi ricordate lo spot delle liquirizie tabù negli anni ’80?

Preoccupante vero? Non per fare la spia, ma le liquirizie Tabù esistono ancora … una petizione retroattiva?

Attenzione in futuro nel dire al vostro amico di ritorno dal mare “Ma quanto sei nero!” ripensate che abbronzato è il termine giusto da utilizzare, almeno credo. Quando vi servirà lo sbiancante per il bucato suggerisco di inventarvi una parafrasi che faccia capire bene cosa state cercando al commesso del supermercato, evitando di fare i razzisti e usare termini come bianco o sbiancante.

In tutta questa confusione di termini potenzialmente bandibili dall’uso quotidiano, che ci costringerà sempre più a misurare le parole quando si parla o si scrive, spero si salvi il caffè “marocchino”, il mio preferito. Credetemi in una simile bontà non ci vedo proprio nulla di razzista e magari, in barba al politically correct, lo accompagneremo con un bel “chicchirichì”, un moretto sotto mentite spoglie della pasticceria napoletana.


Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartengono. Gli uomini imparano a odiare, e se possono imparare a odiare, possono anche imparare ad amare, perché l’amore, per il cuore umano, è più naturale dell’odio (Nelson Mandela)