Il giallo delle pagine mischiate

Questa mattina ho letto un libro, un libricino, un libretto, non saprei. Sono solo 123 pagine, un libro che mi ha lasciata basita, divertita, incuriosita, un libro che ha raggiunto il suo scopo. Onestamente c’ho capito molto poco, però mi sono divertita nella lettura e lo rileggerò una seconda volta per vedere se riuscirò a dargli un senso.
L’ho trovato sul comodino di mio marito e mi ha, da subito, intrigata la copertina su cui c’è anche attaccato il bollino con il nome della libraia della Feltrinelli che l’ha consigliato, e mi sono anche chiesta “Chissà se ha gusto nel consigliare?”

Leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà.
(Italo Calvino)

Una volta preso in mano anche la carta mi ha dato subito una bella sensazione tattile e a quel punto non ho resistito, lasciato il fare e il da farsi mi sono distesa sul letto, ancora sottosopra, e mi sono immersa nella lettura fino a dimenticare il pranzo “Oh mà? Non si pranza oggi?”
È un libro bizzarro, un giallo un pò strambo, di cui al momento non mi è chiaro molto, ma che ha raggiunto il suo scopo, tenermi impegnata a leggerlo fino alla fine in uno stato di attesa e di divertimento, l’attesa di capirci qualcosa e il divertimento per non averci capito nulla.
Si tratta di un libro nel libro e forse ancora nel libro, un pò come il gatto che si mangia la coda, ogni libro in qualche modo ti riporta all’altro libro. Sono due filoni narrativi nella stessa storia e, mentre di uno si segue un filo logico, dell’altro, il giallo, che è il protagonista della storia, non esiste un ordine e la storia è proprio qui, nelle “pagine mischiate”, nel fatto che regni il caos, quindi continui a leggere pensando che prima o poi il caos prenderà un ordine.
Esiste una storia, anzi 2 e forse anche 3, la terza lasciata più all’immaginazione di chi legge, ma dico solo che è ambietata a Parigi, non dico altro, non voglio fare spoiler, mi serve dire di Parigi perchè, a tratti, ho avuto quasi la sensazione di leggere un qualcosa di Daniel Pennac, non so se proprio perchè c’è Parigi di mezzo o se per i nomi dei personaggi o i personaggi stessi che mi hanno riportato alla mente alcuni dei suoi o forse, un pò, anche il modo di scrivere, con precisione non lo so, ma è stata la mia sensazione.
L’autore è Pablo De Santis, di Buenos Aires, del 63. Non lo conoscevo, ma ho letto nella biografia in fondo al libro che è un importante e famoso autore conosciuto in molti paesi. Ho visto anche che il libro è catalogato come libro per ragazzi, non lo sapevo, ma anche se non sono più una ragazza mi è piaciuto lo stesso.
Cosa dirvi ancora? Buona lettura se decidete di leggero, io lo rileggo di nuovo provando a dare un ordine ai capitoli e magari chissà, potremmo confrontarci e vedere se abbiamo dato lo stesso ordine, ma può rimanere anche disordinato com’è, resta comunque un libro gradevole, del resto “il disordine non è sempre caos. A volte è un altro ordine. Però segreto” lo ha detto l’autore, mica io!