Che compleanno …

per fortuna ne sono uscita viva!

Ieri sera in famiglia si è festeggiato un compleanno.

Il mio caro maritino, che tanto ino nemmeno è, ha compiuto gli anni.

Temo, però, che ieri sopra il cielo di casa mia ci sia stata una qualche congiunzione astrale poco propizia, o, fatto molto più probabile, che questa congiunzione sia li da qualche mese, perchè altrimenti non so come spiegarmi il gran caos che è uscito fuori dal festeggiamento di ieri sera, ma anche dall’ultimo periodo della mia vita.

Ero partita dal mattino con tante buone intenzioni per organizzare una festa a sorpresa, pensando, pure, di andare contro  legge ed organizzare un bell’assembramento, anche se, in casa mia, con noi congiunti stretti e pochi congiunti prossimi  l’assembramento è già compiuto.

Mentalmente, nell’organizzare, avevo preparato anche una bella cena, con dolce finale, candeline e spumante, dico mentalmente, perchè una serie di sventure nel corso della giornata mi hanno costretta ad ordinare sia la cena che il dolce, alla fine di mio c’è stata solo la tovaglia, se non altro stirata a dovere.

Quindi già prima della cena di sventure ne avevo accumulate un pò, ma evidentemente agli astri, o alla sorte, o a non so chi, non erano bastate e arrivati quasi all’ora della festa è entrato in casa mio figlio, quello (forse) ancora sposato, il forse pare sia colpa del lockdown, ma questa è un’altra storia, agitatissimo, anzi incazzato nero, che discuteva al telefono con la suocera. Ho cercato, invano, di calmarlo a gesti, ma senza fortuna. Sarebbe dovuto  andare a ritirare la cena che avevo ordinato,  al dolce per fortuna avevo pensato io, ma  la telefonata non era per finire entro breve. Mio figlio era un fiume in piena, evito di pensare ai danni che avrà fatto l’inondazione, temo li valuteremo presto. Mi serviva, quindi, una soluzione diversa, al che mi sono vista costretta a telefonare a mio marito e chiedergli  se, ritornando dal lavoro, poteva passare a ritirare la cena e pagarla pure, mandando, così, a monte la sorpresa. Ovviamente, il poveretto non si è potuto rifiutare, deve aver capito che più che una richiesta era un ordine. Arrivato a casa il festeggiato gravato da pacchetti, valigetta e stanchezza, l’ho liberato dei pesi e, senza nemmeno dargli il tempo di parlare, l’ho spintonato nello studio dove si stava consumando la tragedia con il figliolo, che ancora discuteva al telefono, affinché provasse lui a tranquillizzarlo. Per fortuna c’è riuscito.

Finalmente, calmate le acque, concesso al marito il tempo di riprendersi e rilassarsi un pò ci siam seduti tutti a tavola per iniziare la cena. Non appena il festeggiato ha esordito chiedendo “Com’è andata la giornata?” … aiuto!

Ha iniziato l’altro figlio,  fino a quel momento apparentemente calmo, nel dire in maniera molto concitata che voleva denunciare un prof con cui la mattina aveva avuto una discussione in chat. Apriti cielo è scoppiata una guerra con due eserciti che si contendevano l’ultima parola: uno quello di mio marito che, anche se era l’unico soldato, con il suo tono perentorio faceva per 10  “ti pare denunci il prof?” ecc, ecc, e l’altro quello dei ragazzi, sempre solidali a prescindere, “Sì va denunciato basta angherie!” una battaglia combattuta da tutti con impegno, in cui, non ho capito come, è riuscito ad intromettersi  via telefono e in vivavoce anche l’altro figlio, quello che vive lontano, nel suo ruolo di avvocato del diavolo, ma c’era un tale casino che non ho più capito nemmeno il diavolo dove fosse, forse era a fare i coperchi alle pentole perchè anche lui non ne poteva più di  tutto quel caos.

Mentre le parole volavano e si scontravano ho guardato a lungo le birre fresche sul tavolo pensando potessero essere la soluzione per non sentirli più, ma, non essendo una bevitrice, non era il momento giusto per cominciare, quindi, ho sopportato il tutto senza intromettermi.

Siamo, comunque, riusciti ad arrivare al momento del dolce, a cui avevo invitato gli altri congiunti prossimi, quindi l’assembramento era ormai completo, ma poteva andare bene? Ovvio che no. Nel tentativo di sdrammatizzare i toni della serata ho tentato, con un pò di spiritosaggine da parte mia, di tirar fuori il dolce dalla scatola con maestria e dopo aver cercato di tenerlo in equilibrio, invano, su un sollevatorte ne ho spiaccicato metà sulla tovaglia, tanto con il covid in giro le candeline non si potevano nemmeno mettere e tantomeno spegnere (parola di “Precisetti” vedere tra i vecchi articoli) …

Non ci è rimasto che stappare lo spumante, per fortuna senza rilevare feriti o altro, e brindare alla famiglia squinternata che riusciamo ad essere quando gli astri bisticciano tra loro e al fatto che festeggiare  in tanti, nonostante tutto, è bellissimo, ma, nella stessa misura in cui,  sarebbe bellissimo scappare a gambe levate a festeggiare il compleanno su un’isola deserta in stile Robinson Crusoe

Auguri maritino giuro che il prossimo compleanno, per il mio e il tuo bene, sarà migliore … non lo festeggeremo … off course!

“Famiglia. Il luogo dove siamo trattati meglio e dove si brontola di più”. (John Garland Pollard)

Tratto da una storia “quasi” vera 😁