La bella, la brutta, i cattivi

Ho preso ispirazione da un titolo di Sergio Leone, modificandolo, per introdurre un argomento che in questi giorni ha fatto chiacchierare il mondo del fashion.

La bellezza e quanto questa sia soggettiva. Al riguardo mi rifaccio ad un vecchio detto    azzeccatissimo per l’occasione “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace” e si sa i detti o proverbi hanno la loro ragione di esistere.

Veniamo al dunque, chi è la bella?

Lei

Armine Harutyunyan, modella armena che ha sfilato per Gucci alla fashion week.

Chi è la brutta?

Sempre lei

Armine Harutyunyan, modella armena che ha sfilato per Gucci alla fashion week.

Chi sono i cattivi?

Tutti coloro che alla notizia, non certa, che la maison Gucci consideri Armine  tra le 100 modelle più sexy del mondo si sono scatenati contro di lei, sui social, con una violenta campagna di body shaming: insulti, sberleffi e offese.

Aggiungo  anche che se la notizia fosse certa, questi restano, comunque, i cattivi.

A me Armine non sembra una ragazza brutta, sicuramente i suoi lineamenti sono inusuali, non rientrano nei canoni occidentali, ma la rendono particolare, interessante, da guardare. È sexy? Si mi sembra sexy, chi non vorrebbe quel fisico? Io un giro con quel fisico lo farei volentieri, magari andando a fare shopping, così da poter comprare di tutto senza farmi seghe mentali: “No i pois no sarei una palla tra le palle! Le righe? Siamo matti? A l l a r g a n o! Qualcosa di nero grazie.”

Si può insultare sui social una ragazza perchè non rientra nei nostri canoni estetici? Canoni estetici che, sempre sui social, sono condizionati, ormai, da innumerevoli filtri e controfiltri.

La si può insultare perchè alla nostra vista è brutta? Torno all’inizio può piacere o non piacere è legittimo, ma insultare è incivile e purtroppo, temo, che la nostra civiltà sarà ricordata per la sua inciviltà.

Con l’occasione prendendo spunto da una famosa e sfruttata, giustamente o ingiustamente, citazione di Dostoevski “Il bello ci salverà”, oserei dire che prima del bello debba salvarci un buon cervello, senza quello il bello non potrà fare nulla per noi, specialmente se la sua soggettività scatena la cattiveria di alcuni.