“Il catalogo delle donne valorose”

Mai e poi mai avrei pensato che leggere un catalogo potesse essere interessante e illuminante.

Se penso ad un catalogo il primo che mi viene in mente è quello di Ikea, il secondo quello dei premi conad, poi “il catalogo premi è scaduto” del corso di scrittura, che mi sta ancora facendo impazzire nel tentativo di tirarne fuori una storia che ho ben delineata in mente, ma che richiede di dover fare delle ricerche per poterla scrivere e altri che nella vita ci si trova a consultare per un acquisto o altro.

Quindi, quando qualche giorno fa, mi è stato regalato “Il catalogo delle donne valorose” di Serena Dandini, di cui non conoscevo l’esistenza, l’ho sfogliato subito con estrema curiosità.

Un catalogo con storie di donne che nella loro vita si sono distinte per tanti motivi, donne coraggiose e intraprendenti che hanno creduto e portato avanti i loro ideali con forza, ma che, difficilmente, troviamo citate nei libri di storia o a cui raramente è stato riconosciuto il valore delle loro idee o azioni. Donne inserite in questo catalogo perchè, per ognuna di loro, qualche vivaista ha creato una rosa che le ricordasse portando il loro nome.

Storia dopo storia, o rosa dopo rosa ho conosciuto trentaquattro donne valorose.

Alcune mi erano note, altre no, ad alcune mi sono sentita più vicina ad altre meno, ma ciò non toglie che ognuna di loro, presa nel contesto storico e sociale in cui ha vissuto, è stata all’avanguardia per gli ideali, lotte, scoperte, studi o ricerche, che in alcuni casi sono ancora di attualità. Penso, in particolare, alle lotte per affrancarsi come donne libere e indipendenti che tante donne ancora combattono.

Perchè diciamocelo chiaramente, essere donne non è sempre così facile come essere uomini, specialmente essere donne valorose, gli ostacoli ancora ci sono, superarli richiede sacrifici e salire sul podio del riconoscimento è ancora molto difficile.

Il piccolo inconveniente da secoli è che non c’è nessun podio o inno pronto ad accogliere queste vincitrici, né tantomeno una medaglia da appuntar loro al petto. È un annoso argomento che studiose molto più autorevoli di me hanno già posto all’attenzione mondiale: per semplificare la pratica potremmo dire che, mentre l’Uomo Invisibile è diventato una star cinematografica, le donne spesso sono invisibili e rimangono tali.

Un libro che andrebbe letto da tutte le donne, ma anche dagli uomini che capiranno di che tempra son sempre state le donne anche se di secoli passati, sempre lungimiranti, scaltre, intraprendenti, allora come ora.

Ma quante donne, nella vita di ognuno di noi, meriterebbero una rosa che le ricordi? Personalmente mi vengono in mente le mie nonne, mia mamma. Nelle loro vite, semplici e complesse all’unisono, sono state donne di grande valore, che mi hanno insegnato molto. Penso anche ad alcune mie amiche che non hanno avuto per nulla vite semplici, ma hanno trovato la forza di farcela, superare gli ostacoli e uscirne più forti, anche quelle che, tutt’ora, stanno lottando e spero ce la faranno, si una rosa anche per tutte loro che resteranno sconosciute al mondo, ma non a me.

Ci vorrebbe una rosa che si chiami “donna valorosa” per tutte quelle donne che non saranno mai in nessun libro, ma saranno le eroine del loro piccolo mondo.

“È facile per una donna essere valorosa. Il salto mortale per tentare di mettere insieme casa, lavoro (sempre se si riesce a trovarne uno), magari figli e cure sparse a parenti vari… già dovrebbe far scattare una decorazione al merito.”

Donne contro …

Ieri, su fb, mi sono trovata ad assistere ad un episodio veramente spiacevole, che mi ha lasciato una serie di sensazioni negative al punto che questa notte non riuscivo a non pensarci e quindi nemmeno a prendere sonno.

In un gruppo ho assistito ad un “pestaggio” virtuale. Quasi tutte donne che si sono scagliate contro un’altra donna, tirando fuori una cattiveria che credo non potrei avere nemmeno nei confronti del mio peggior nemico.

L’hanno ridicolizzata e aggredita dando sfogo ad un astio inopportuno e inopinato rispetto alla situazione.

Forse donne che non sono in pace con loro stesse e nemmeno con il mondo, ma, purtroppo, sono state il classico esempio di utenti che, sovente, trovano voce nei social.

Hanno inveito senza nemmeno cercare di capire cosa questa donna volesse dire con il suo post, perchè si è nato tutto da un post che lei ha pubblicato.

Aveva messo un’immagine sicuramente discutibile, ma aveva anche aggiunto un intervento in cui diceva che aveva seri dubbi su quanto scritto nell’immagine. Forse non sarà stata precisa nell’esprimersi? Personalmente io l’ho inteso che non approvava e lo sforzo da fare per capirlo è stato minimo.

Probabilmente nessuna delle donne in questione si è preoccupata di leggere la frase che accompagnava l’immagine, ma si sono subito sentite offese da quest’ultima, hanno mandato al diavolo le buone maniere e si sono comportate ne più, ne meno come “gli uomini brutali quelli che cercano solo il sesso” (il motivo della discussione), in tutto il caos i commenti degli uomini erano tutti decisamente più scherzosi, avevano capito il senso del post.

Sono stupita di quanto le donne,  che lamentano spesso la scarsa sensibilità e comprensione degli uomini, possano arrivare, loro stesse, a tale mancanza proprio nei confronti di una di loro.

A poco è servito il tentativo di un’altra utente affinchè tutti leggessero il post per intero … ormai il film era partito.

“Questo è il bello dell’anarchia di Internet. Chiunque ha diritto di manifestare la propria irrilevanza”
Umberto Eco