Chi l’ammazza Sanremo?

Ovviamente non la cittadina, si parla di Festival!

Nonostante i settantuno anni lo rendano più esposto al contagio il Covid non lo ha scalfito affatto e non ha avuto nemmeno bisogno di fare il  vaccino. In barba a restrizioni, divieti e coprifuoco, come la fenice il festival di Sanremo risorge dalle ceneri di chi ne farebbe volentieri a meno e fa spettacolo.

Amato e odiato, con edizioni più o meno riuscite, resta sempre in piedi, per alcuni come simbolo della canzone italiana per altri delle canzonette, ma, qualunque sia la verità, lui resiste e persiste, semmai barcolla ma non molla.

E quest’anno al grido di “Lo spettacolo deve continuare” – ma solo quello di Sanremo – sfida le malelingue (anche la mia) addirittura con un format senza cantan.. (ops!) senza pubblico, e, come da copione ormai collaudato, con i presentatori più cool affiancati da stilosissime vallette che, per questa edizione, dovrebbero essere una diversa ogni sera, nel pieno rispetto delle quote rosa.

Quote rosa possibilmente fighe, agghindate e addobbate a festa.

Mai successo che a Sanremo abbia visto (passibile di smentita perchè avrò visto 3 puntate al massimo) una quota rosa racchia, ma soprattutto che non fosse relegata al ruolo secondario di valletta: poche sono state le coconduttrici,  rarissime le conduttrici, una la direttrice artistica in settantuno anni.

Andando a ritroso nella storia di Sanremo le edizioni affidate ad una conduzione femminile sono state ben poche cinque o forse sei, ma anche se è “una ‘nticchia” maschilista poco importa; lo perdoneremo perchè “Sanremo è Sanremo” e lo guarderemo, fosse anche solo per curiosità o coazione mediatica e il secondo caso è, senza se e senza ma, tutto il mio.

Sanremo. Anche quest’anno si trova in Liguria

(Ernesto Montale)

Nozze nel bosco

Questa mattina c’è un gran movimento nel condominio di fianco al mio.

Gli abitanti sono molto indaffarati e con le loro chiacchiere e il gran movimento, sono riusciti a svegliarmi. Ormai sveglia, non  posso far altro che andare a vedere cosa stia succedendo.

Armata di cappuccino con tanta schiuma e ancora mezza rinco dal sonno (o forse completamente rinco) mi sistemo sulla sedia a dondolo in terrazza, il mio punto di osservazione privilegiato.

Il condominio è proprio davanti al mio balcone, all’inizio era un piccolo condominio, ma negli anni si è ampliato, i piani sono aumentati e ormai ha superato in altezza la mia palazzina, ovviamente, anche gli abitanti sono aumentati.

È un pò rumoroso, specialmente la mattina presto, come oggi. Alle prime luci del sole sono già in movimento, ma è una confusione piacevole da sentire, il risveglio della natura.

Sono di diverse etnie, qualcuno autoctono, altri migrati dal sud africa, ma convivono in perfetta armonia.

Son tutti li che corrono su e giù, un momento uno di loro è al primo piano, il momento dopo al terzo, si spostano anche nei condomini adiacenti, vanno e vengono senza sosta. Sembra stiano organizzando qualcosa di importante, canticchiano allegramente, qualcuno fischietta e qualcuno fa un suono strano che sembra un oboe, ma son tutti li indaffarati, saltellano su e giù in qua e in là, ogni tanto si fermano e si guardano intorno.

Penso si stiano preparando per un matrimonio, c’è anche il wedding planner che, dal suo punto di osservazione, si preoccupa che tutto proceda secondo i piani …

Direte “Perchè proprio un matrimonio?”

Perchè ascoltandoli mi è tornata in mente questa canzoncina che cantavo sempre ai miei figli “Nozze nel bosco” e prima di finire nel loop “la canzone che mi passa per la testa” vado a cercarmi altro da canticchiare, anche se, ormai, sarà molto difficile uscirne … “Nel bosco si sposarono l’allodolo e l’allodola … tutti gli ospiti canticchiavano molto lieti di esser li …”

Buon sabato canterino a tutti!