Pausa Pranzo

Non c’è miglior cosa del tornare a casa dal lavoro e trovare il pranzo pronto , la tavola apparecchiata e quattro belle anime ad aspettarti , due bipedi e due quadrupedi . Non importa che la pasta fosse senza glutine , il formaggio senza lattosio, l’acqua senza bollicine e l’insalata senza olio, perché quel che conta non è mai in mezzo al tavolo ma intorno ad esso .

P.s. Messaggio per mia figlia : per oggi è andata bene così , ma per domani che ne dici di una bella cotoletta alla milanese ?

La felicità è mangiare in compagnia! Niente di più semplice
(Anonimo)

Messaggi subliminali, ma non troppo

La mia ultima uscita risale al 14 febbraio, ricordo bene la data perchè era San Valentino, da allora sono stata buona, buona, in casa rispettando lockdown, isolamento sociale, per non sbagliare nell’isolamento mi sono ulteriormente isolata, quindi fino ad oggi per me è stata solo fase 1.

Oggi, finalmente, sono uscita

ma la sensazione che tutti gli elementi in coro mi dicessero “resta a casa” è stata forte!

“Cambiare l’acqua ai fiori”

il libro che ha scelto me e da cui mi sono lasciata trasportare. Ho terminato di leggerlo ieri sera e subito mi sono sentita un pò sola, come se all’improvviso fossi stata abbandonata “Ed ora che faccio? Chi mi racconta un’altra storia? Dov’ è andata la mia amica?

Un libro particolare, inaspettato, che mi ha fatto “ricordare” e mi ha riportato alla mente flash di quando ero bambina, quei ricordi che fanno bene al cuore. Non banale e scontato, con un messaggio di speranza sulla possibilità di migliorare la propria condizione esistenziale, dove non mancano attimi di divertimento, ma non eccessivo. Un momento ti intristisce e ti fa scendere la lacrima, ma subito dopo ti distrae con un aneddoto nuovo e ti strappa un sorriso, tra i tanti messaggi fa passare, con estrema semplicità, l’importanza di leggere ed ha un finale quasi sorprendente. Un libro che, inizialmente, potrebbe anche non piacere, ma se ti lasci guidare ti cattura.

Perché si va verso certi libri come si va verso certe persone? Perché siamo attratti da determinate copertine come lo siamo da uno sguardo, da una voce che ci sembra conosciuta, già sentita, una voce che ci distoglie dal nostro percorso, ci fa alzare gli occhi, attira la nostra attenzione e cambierà forse il corso della nostra esistenza?

“Cambiare l’acqua ai fiori” è delicato e gentile, dalle buone maniere, sempre che lo si possa dire di un libro, ma in realtà il libro è la protagonista stessa cioè “Violette”, che racconta, intrecciando passato e presente ed in prima persona, la storia della sua vita, svelando man mano i motivi e gli eventi che l’hanno portata a diventare custode di un cimitero, come se la raccontasse al suo migliore amico. Lo fa con la gentilezza, la delicatezza e l’ottimismo che caratterizzano il suo personaggio, che, per quanto abbia un carico di dolore enorme, riesce a mantenere, quasi sempre, una certa compostezza, anche nell’affrontare la narrazione dei suoi momenti più difficili che, partendo dalla sua nascita non desiderata, sono tanti. Violette non racconta solo se stessa, ma anche la storia di vite che hanno trovato il loro riposo eterno nel cimitero di cui lei è la custode. Un cimitero che, paradossalmente, è vivo, così l’ho percepito, e a dargli vita è anche la presenza di tanti personaggi tutti ben caratterizzati, non è solo un luogo di tristezza e morte, ma può essere anche altro … un luogo dove anche l’ottimismo e la meraviglia, tipici di Violette, trovano il loro spazio.

Crescerai in un altro modo nell’amore che avrò per te. Crescerai altrove, nei mormorii del mondo, nel Mediterraneo, nell’orto di Sasha, nel volo di un uccello, con l’alba e col tramonto, in una ragazza che incontrerò per caso, nel fogliame di un albero, nella preghiera di una donna, nelle lacrime di un uomo, nella luce di una candela. Dove sarà il mio cuore, il tuo continuerà a battere.

Valérie Perrin, l’autrice, ci ha fatto dono di una storia travolgente che regala un caleidoscopio di emozioni anche contrastanti. Inoltre, grazie alla lettura scorrevole, ci si trova “quasi” immersi in una commedia francesce, di cui, almeno io, nel corso della lettura ho respirato l’atmosfera.

Liebster Award (Scoprendo nuovi blog)

Siamo state nominate e senza neppure il dramma di dover convivere con degli sconosciuti sotto gli occhi vigili del grande fratello .

Con nostra sorpresa, ma anche soddisfazione, “Diario di una quarantenne … oooops quarantena” è stato invitato a partecipare ad un tag-post il Liebster Award per la promozione dei blog.

La nomina ci è arrivata da Fritz Gemini, uno dei primi blogger incontrati poco dopo essere approdate su questa piattaforma e che ringraziamo per questa occasione di visibilità . Per partecipare a questo tag post ci siamo impegnate molto, abbiamo trascorso intere giornate in chat facendo grandissimi sacrifici 😁 ma ne è valsa assolutamente la pena .

In “Filosofeggiando in allegrezza”, blog che vi consigliamo di visitare, Fritz spazia tra vari argomenti con grande capacità di analisi, i suoi articoli sono sempre molto interessanti e ben scritti, ci parla dal suo punto di vista di libri, film, viaggi e tanto altro e tra le righe racconta molto anche di se stesso.

Le regole del Liebster Award sono le seguenti:

  • Ringraziare il blogger che ti ha nominato, fornendo anche il link al suo blog
  • Rispondere alle 11 domande ricevute
  • Nominare altri 5-11 blogger
  • Chiedere 11 domande ai blogger nominati
  • Avvisare i blogger che sono stati nominati

Poiché questo diario è scritto da due “intraprendenti“ blogger, abbiamo pensato (sì, perché ogni tanto anche noi pensiamo!) di rispondere secondo i nostri rispettivi punti di vista, in una sorta di “intervista doppia”.

Vamos a cominciar …

Cosa provi quando scrivi per il tuo blog?

(Quarantena) Ansia da prestazione 🤣🤣🤣

(Liberamente) No, io mi rilasso, l’ansia da prestazione non può venirmi che non amo prestare nulla 🤣 . Scherzi a parte, mi rilasso veramente, anzi la mia mente si rilassa, perché tutti i miei pensieri si riversano sulla tastiera, poi però debbo dargli una forma sensata e più corretta possibile e allora mi stresso 😁

(Quarantena) La mia risposta era ovviamente scherzosa, anche io quando mi dedico alla scrittura (per quello che so fare) mi rilasso

(Liberamente) Non ci credete non scherzava, lei non scherza mai, finge di scherzare, voleva copiare solo la mia risposta 🤣🤣🤣

Quale e’ stata la causa scatenante che ti ha portato all’apertura di un blog?

(Liberamente) : Quarantenastyle ed il desiderio di fare di nuovo qualcosa insieme. Vivendo lontane e avendo poche occasioni di incontro, aprire un nuovo blog ci è sembrata un’ottima idea, se non altro ogni tanto potremo “leggerci” in WordPress perché a volte, per impegni familiari, è complicato anche solo chattare! Volete la verità vera? È che avremmo desiderato aprire un MC Donald, ma per motivi logistici (non abbiamo trovato un posto che, tra distanza sociale ecc. ecc., ci contenesse entrambe) abbiamo abbandonato l’idea.

(Quarantena) Io però punterei più sul 2006, quando ci siamo conosciute e abbiamo aperto il primo blog . Qualcosa del tipo “in qualche modo bisognava pur perculare Maria e tutti i suoi amici!”

Pensa ai tuoi anni passati a scuola. Quali reputi essere stati i migliori e i peggiori anni e perché?

(Liberamente) I migliori sicuramente gli anni del liceo. Mi piaceva la mia classe, mi piacevano i professori, mi piacevano le materia e mi piaceva pure un mio compagno di classe, uno ogni anno. Sono stati gli anni del primo amore, dei sogni ed ero felice, anzi felicissima. I peggiori quelli dell’università, del triste incontro con professori che sono riusciti a farmi odiare le materie che tanto amavo, al punto di piantare tutto al terzo anno, con esami dati e un anno ancora al traguardo, senza volerne più sapere di rimetterci piede. Quarantena, dici che è troppo “uno ogni anno”?

(Quarantena) Dipende. Se parti a contarli dall’asilo direi proprio di sì 🤣🤣🤣 Per me i migliori sono stati gli anni delle superiori perché ho amato il mio indirizzo di studio ed il mio compagno con gli occhi azzurri (ma lui non lo ha mai saputo). Il peggiore (ma è stato solo per un episodio) la prima elementare, perché la maestra non mi ha mandata in bagno dopo ben tre richieste e.… niente, quando scappa scappa 😁

Qual’è stato l’insegnante che ti ha trasmesso qualcosa che ritieni ancora oggi importante? E cosa ti ha trasmesso di cosi’ importante?

(Liberamente) Il mio maestro delle elementari, il maestro Alfredo. Lo ricordo ancora come se fosse ieri, era buono, paziente e giusto. Mi ha trasmesso la curiosità per la conoscenza e il sapere, invogliandomi ogni volta a mettere impegno e a non fermarmi davanti agli ostacoli, piuttosto a cercare di superarli.

(Quarantena) Da un punto di vista didattico l’insegnante di stenografia perché oltre ad avermi insegnato perfettamente la materia mi ha fatto comprendere quanto sarebbe stato importante nella vita avere l’opportunità di utilizzare una scrittura “segreta”. Aveva ragione, a distanza di tanti anni ancora non riesco a farne a meno. Da un punto di vista umano, il mio prof di matematica delle medie perché mi ha aiutata a credere in me stessa e nei miei ragionamenti.

(Liberamente) Quarantena scrive un sacco di pizzini incomprensibili.

Tornassi indietro, reputi che la scuola possa essere migliorata? Se si, dove?

(Liberamente) La scuola può sempre essere migliorata. Dovrebbe essere in sintonia con l’evolversi delle generazioni di studenti a cui si rivolge. Adattando, di volta in volta, senza sconvolgerli troppo, i programmi e la didattica alle necessità delle nuove generazioni.

(Quarantena) Tutto può essere migliorato. Ho frequentato le scuole in epoca giurassica, quando ancora si tornava a casa in tempo per pranzare con il resto della famiglia. Difficile rapportare il tutto ai giorni nostri. Cosa cambierei di allora? La mentalità degli insegnanti. Da un punto di vista fisico cambierei le porte, a distanza di (tot) anni son rimaste ancora quelle . Hanno solo tolto la pedana da sotto la cattedra .

(Liberamente) E la lavagna, ora usano la LIM!

Tra gli incontri più importanti della tua vita, ce ne sono stati sicuramente almeno 3. Quali sono stati?

( Quarantena) Al primo posto i miei tre figli, poi Liberamente e i miei familiari in toto (per non far torto a nessuno) perché ciascuno di loro mi ha dato qualcosa di prezioso.

(Liberamente) Ecco lo sapevo che mi rubavi la risposta. Non posso non copiarti: I miei tre figli, tre incontri meravigliosi ed emozionanti e poi che ve lo dico a fa? Quarantestyle … non ci metto il marito, è troppo scontato, invece citare i propri figli assolutamente non lo è. E poi mio papà, è stato un incontro stupendo, l’incontro della vita, per lui ho sempre avuto un debole .

Nel visitare una città in una zona d’Italia, c’è stato un posto che ritieni avere un’energia particolare che entra in sintonia col tuo Se’ più profondo? Se si, quale e perchè?

(Liberamente) San Marino, con le amiche di blog, in quell’occasione il mio “se” interiore è proprio esploso insieme al nostro “vaffa” liberatorio gridato a squarciagola verso la vallata. Adesso, però, sono seria, ho girato molto il nostro paese e, con ogni luogo, mi sembra sempre di trovare una sintonia perfetta, ma quello dove il mio “se” interiore si fa sentire è “il mio lago”. Il lago Trasimeno al tramonto, quando il cielo e l’acqua si tingono di rosso, arancio, rosa fondendosi e insieme al silenzio irreale mi scuotono profondamente l’anima facendomi sentire in sintonia con quella magia.

(Quarantena) Ho pensato anche io al nostro tour romagnolo, al mare d’inverno con la sua sabbia gelida, il vento sferzante e la voglia di tornare a vivere e sorridere. Quell’inverno di tanti anni fa mi sono sentita “bene”, avvertivo il gelo esterno ed il calore interno che solo una città deserta può donarti. Non avevo bisogno di avere intorno milioni di persone, ero in compagnia di amiche speciali e.… stavo bene, veramente bene!

Visitando altri luoghi fuori dall’Italia, hai notato delle cose che ti fanno notare che il nostro paese sia indietro? Se si, in quale settore?

(Liberamente) Qualche anno fa ho fatto un viaggio “on the road” verso il nord della Francia. Mi colpirono molto le loro autostrade, immerse nel verde, gli autogrill erano quasi dei giardini, tantissimo verde, come dei piccoli parchi e l’ora di ristoro sembrava quasi una gita. Credo che la nostra viabilità possa migliorare molto, anche prendendo spunto da altri paesi. Più che possa, debba!!!

(Quarantena ) Non ho viaggiato molto ultimamente, ma anni fa girai mezza Europa e ovunque trovai un maggior senso civico che non significa nazionalismo ma attenzione al bene proprio ed altrui. Fino a quando continueremo a distruggere ciò che viene creato, non potremo evolvere.

Un desiderio della tua vita che non hai ancora realizzato. Qual e’?

(Liberamente) Il cammino a Santiago de Compostela, anche non necessariamente a Santiago, ma che sia un cammino a piedi, che attraversi luoghi interessanti e di pace, che richieda tempo, almeno un mese, con lo zaino (possibilmente leggero, comprerò un cambio di abiti ad ogni tappa) in spalla, la macchina fotografica, un paio di scarpe comode e poco altro

(Quarantena) Una crociera. Partiamo insieme ? 🤣🤣🤣

Hai la possibilita’ di prenderti un anno sabbatico. Cosa faresti?

(Quarantena) il viaggio con Liberamente 🤣🤣🤣

(Liberamente) Mmmmm … affitterei una piccola casa sulla spiaggia e passerei li l’intero anno, nuotando, passeggiando in riva al mare, ascoltando musica e, almeno una volta al giorno, scrivendo a Quarantena di raggiungermi

Per cosa ti piacerebbe essere ricordato?

(Quarantena ) per quella che ha scritto queste cazzate

(Liberamente) Perché debbo morire? Quarantena te come pensi mi ricorderai?

(Quarantena) come quella che un giorno , in piena Quarantena , mi ha scritto :


Ed ora, cari amici blogger, tocca a voi rispondere 😁

Le nostre domande:

  1. Perchè hai aperto un blog?
  2. Pensi sia importante il tuo lavoro di blogging?
  3. Cosa vuoi trasmettere con il tuo blog?
  4. Di cosa non parli nel tuo blog ma su cui avresti molto da dire?
  5. Qual è l’animale più strano che hai accarezzato?
  6. A quale cibo non rinunceresti mai e perchè?
  7. Quale cibo che non appartiene alla tua cultura saresti disposto ad assaggiare?
  8. Hai la possibilità di trasferirti al’estero. In che paese andresti?
  9. Hai solo tre desideri da esprimere. Quali?
  10. Ti viene concesso un anno sabbatico. Come lo passeresti?
  11. Cosa vorresti scrivessero nella tua epigrafe? (sei autorizzato a tutti gli scongiuri del caso, munirti di aglio, cornetti ecc prima di affrontare la risposta)

I blog nominati (non perchè abbiano bisogno di visibilità, ma perchè ci piacciono e li seguiamo):

Vita da Gnoma

Un allegro pessimista

World of Sphaera

Ti serve una mano?

Skoliosessuali Italia

The Mess of the Writer

AAdolescenza

Il saccoccio

Una volta superati gli anta si pensa di essere ormai avvezze a qualunque lavorazione in campo culinario.
Brasiere, antipastiere o tortiere,
pentole a doppio fondo, antiaderenti o a pressione, di coccio, di acciaio, di alluminio o di vetro, mestoli di legno, alluminio od acciaio… per noi, giovini donne in cerca della pasta perfetta, tutto questo bendidio ormai non ha più segreti.

Ma poi arriva lui, dolce come il miele e sensuale come solo un sacchetto di plastica può esserlo,
ed è subito ARROSTO !

RIsotterrate le teglie di guerra, abbattuti a colpi di mattarello coperchi ed affini (sadici dispensatori di ustionanti vapori), 
anche la mia cucina si arricchisce (finalmente) di un nuovo materiale: la plastica.

Mai e poi mai avrei pensato che potesse esistere un sacchetto in grado di resistere alle alte temperature e che, cuocendo in modo uniforme e
SENZA SPORCARE, fosse in grado di consegnare un prodotto ‘finito’ decisamente gustoso.

Qualcuno obietterà che il saccoccio non è esattamente un prodotto di primo pelo e che esiste sul mercato da tempo immemore, ma se la sottoscritta non è sufficientemente aggiornata che ce possiamo fa’?

Unica nota negativa, gli aromi in esso contenuti : sono un po’ blandi, poco incisivi e molto ‘glutammatici’.

 La prossima volta arricchirò il tutto con le mie personalissime erbette fini.

BUON ARROSTO A TUTTI.

P.s. Questo articolo lo scrissi anni fa. La novità del saccoccio mi fece produrre ogni bendidio. Da allora ne è passata di acqua sotto ai ponti, la mia vita è cambiata sotto tanti aspetti, anche in campo culinario. Ho abbandonato e dimenticato molte cose inutili, saccoccio compreso, riscoprendo il piacere della buona tavola e della vita.

Bisogna valorizzare l’equilibrio dei contrasti, in cucina e nella vita.
(Davide Oldani)

L’intervista doppia

Creare dei post a distanza è divertente, è come lavorare in Smart working ma invece di caricare dati o rispondere a mail partorisci articoli stupingenti (*) con la complicità della tua compagna di blog .

“Il nostro amico Fritz Gemini ci ha nominate. Che ne dici di un’intervista doppia su cosa ci abbia spinto ad aprire il blog?”

⁃ “Ci sto !”

⁃ “Bene! Non avevo dubbi!”

Che l’idea sia partita da me o da Liberamente poco importa: la risposta sarebbe stata comunque identica perché ciò che ci accomuna è la voglia di cazzeggiare mettendoci sempre in gioco .

Quindi ora, “sapevatelo”, ve tocca legge’ ‘na ‘ntervista doppia .

Non dite che non vi avevamo avvisati .

Stay Tuned : we are working (to home) for you 🤣🤣🤣

*(Stupingenti: stupidi+intelligenti)

I’m not a runner

Si dice che la madre dei cretini sia sempre incinta e sicuramente lo era cinquant’anni fa quando ha dato alla luce i tre runners nei quali sono incappata stamattina alle sette, nel mio consueto viaggio in auto di ben trecento metri .

Avrei voluto farne un reportage fotografico ma il timore di un linciaggio mi ha fatto desistere .

Uno dei tanti DPCM (l’ultimo, in attesa del “un due tre, liberi tutti”) ha previsto che si possa fare attività sportiva all’aperto purché senza assembramenti. L’uso della mascherina in tali attività pare sia stato lasciato al buon cuore degli italiani, considerando la fumosa legislazione e la ancor più fumosa interpretazione di regioni/province/comuni/frazioni/quartieri.

Eppure mi pare ovvio che il rischio droplet, quando si corre, è superiore rispetto a quando si passeggia , forse perché io quelle rare volte che corro mi ritrovo a “sputare pure i polmoni” (statemi alla larga !).

Ma ciò che più mi ha fatto arrabbiare, paradossalmente, non è stata la scellerata decisione di uscire di casa senza mascherina, bensì il fatto che abbiano optato per correre allineati, per non perdersi gli ultimi pettegolezzi di quartiere e le innumerevoli goccioline di saliva. Ovviamente, essendo la ciclabile di dimensioni ridotte, il meno giovane (ligio ai dettami di Conte) ha partecipato alla maratona direttamente da bordo strada… della serie “se non ti uccide il virus o un infarto, lo farà sicuramente un automobilista”.

Lo so, sto invecchiando. Mi ritiro nella mia tana da orso e fino a domattina non farò più capolino a meno che Peppino non appaia in tv con qualche bella notizia .

L’attività del cretino è molto più dannosa dell’ozio dell’intelligente. (Mino Maccari)

A.A.A. cercasi …. per “Assalto alla zecca”

“La più inutile delle giornate è quella in cui non si è riso” Nicholas de Chamfort

di solito un antiparassitario potrebbe bastare, ma per la zecca in questione assolutamente no!

Per organizzare e dirigere questo assalto occorrono preparazione, ingegno, inventiva, spiccate doti gestionali, nonchè sangue freddo, lucidità mentale, barbetta, occhiali e il titolo di Professore (la disciplina in cui professa non ha importanza, in realtà non è poi così importante professare)

Ebbene si siamo alla ricerca del Professore, la mente che dovrà guidarci e dirigerci nell’impresa occupandosi in primis dell’organizzazione in “secundis” di completare il reclutamento della squadra, due componenti esistono già, trattasi di Liberamente e QuarantenaStyle.

Non appena reclutato il Professore che, oltre a tutte le caratteristiche sopra elencate, non dovrà mancare di spirito goliardico, è richiesto post di reclutamento sul suo blog, seguirà articolo su questo blog con tutte le direttive per procedere all’assalto.

Blogger che volete unirvi fatelo nei commenti … vorrei taggare alcuni di voi, ma non ho ancora capito come fare.

#quandolacasadicartadiventalatuacasa

Il triangolo carampano

Carampane e carampani d’Italia palesatevi!

Dove eravate esattamente negli anni ‘70?

Se la risposta è “in pancia a mamma’ “ o “nei pensieri di papà “, questo post non fa per voi .

Perché qui, su questo post ragazzuoli miei, si parla di cose serie ed i pischelli non sono ammessi, potrebbero uscirne traumatizzati.

Parliamo di Triangoli !

Naaaaa, dimenticatevi Renato Zero, figure geometriche o pensieri sconci, tornate indietro nel tempo e concentratevi sullo schermo della tv.

(Mod. Nostalgic ON)

Lo vedete ?

Sì proprio quello, quel triangolino lampeggiante in basso a sinistra.

Certo che ve lo ricordate , perché al suo segnale si scatenava l’inferno.

“Guarda si è acceso !”

“Finalmente, era ora!”

“Dai, cambia canale”

“Chissà cosa trasmettono sull’altro canale”

E qui partiva il figliuol più giovine che, nel suo ruolo di telecomando umano, si fiondava sulla tv nella speranza che spostandosi “sull’altra Rai” ci fosse qualcosa di più godibile, chessò un “Da da un pa’ “, un Geghegè”, l’ombelico della Carrà …

Le speranze erano spesso disattese ma la felicità di tutta la famiglia si concentrava su quel piccolo gesto.

(Mod. Nostalgic OFF)

Ed ora, dopo questo tuffo nel passato, “torniamo al qui ed ora” (come direbbe la mia maestra di yoga), concentriamoci sulle cose importanti, prendiamo in mano il telecomando, accendiamo la tv e sediamoci comodamente su una poltrona ; sicuramente, da qualche parte dell’etere, spunterà il bel faccino di Conte che ci dirà:

#sistavameglioquandosistavapeggio

“Gli anni si sono susseguiti senza che noi ci domandassimo come li avevamo impiegati.”
(Padre Pio)

La guerra culinaria

Ormai è diventata una gara di cucina tra me ed il mio vicino di casa, roba che se dovesse accorgersene Alessandro Borghese chiederebbe i diritti d’autore !

Non posso accettare che il suo “ristoro casalingo” sia migliore del mio, ne va del mio orgoglio e seppur non abbia la benché minima idea di cosa egli abbia effettivamente cucinato in questi ultimi due mesi, quando i profumi che escono dalla sua cucina sovrastano i miei io parto al contrattacco .

Stasera risotto con funghi , ossobuco alla milanese e purè di patate allo zafferano. Per dessert bombolone al forno con crema pasticcera al Baileys.

Vuoi la guerra ?

E guerra sia !

(P.s. Quando, in tempi di coronavirus, non hai una cippalippa da fare… Vojo turna’ a laura’!!! Sto obesando)

Cucina non è mangiare. È molto, molto di più. Cucina è poesia.
Heinz Beck