4 sfumature di rosso

Convinti di essersi lasciati alle spalle il peggio, Lombardia Calabria Valle D’Aosta e Piemonte erano pronti a godersi una vita intensa di divertimenti e lussuria, quando un bel giorno il bel faccino di Conte proclamò l’ennesimo dpcm e nulla fu più come prima.

Al grido di “non potete toglierci l’attività fisica quotidiana”, le strade si popolarono di runner con la panzetta faticosamente accumulata sotto all’ombrellone.

Nei supermercati farina e lievito tornarono ad essere contingentati e la carta igienica spari’ dagli scaffali ancor prima di pasta e riso.

Di colpo Facebook si riempì di post di gente stupita di non poter più fare questo e quello, come se l’annuncio della seconda ondata fosse qualcosa di inaspettato o come se in estate il bel faccino di Conte ci avesse rassicurati con un annuncio a reti unificate “tranquilli il virus è debellato , fate un po’ come cazzo ve pare”.

Non che lo Stato non ci avesse messo del suo, seppur in buona fede (il che pare un ossimoro). “Andate e moltiplicatevi”, annuncio’ tra le righe del decreto Rilancio, erogando bonus a chiunque fosse stato disposto ad abbandonare il divano di casa … e così fu. Mercatini rionali, spiagge, musei, impianti termali … l’Italia si ripopolo’ di portatori sani disposti a spargere il seme della ripresa in ogni angolo dello stivale, come se quei cinquecento euro donati dal Governo fossero la giusta ricompensa dopo mesi di restrizioni .

Biciclette, tablet, pc e connessioni comparvero come funghi, il sito dell’agenzia delle entrate fu preso d’assalto, dita velocissime riuscirono ad aggiudicarsi l’aggiudicabile e migliaia di biciclette finirono accatastate nelle cantine dopo che i legittimi proprietari si resero conto che, comunque, avrebbero dovuto usare i pedali .

I Sindaci si armarono di santa pazienza, qualcuno pure di Kalashnikov e iniziarono a rispondere ai mille interpelli sui nuovi canali ufficiali : Facebook ed Instagram. “Posso tagliare i capelli dalla mia parrucchiera di fiducia che ha il negozio vista mare ?”, “la pasta vegana di farina di acero del sud del mediterraneo la trovo solo in un negozietto a 300 km, come farò a sopravvivere ?”, “le mie unghie non resisteranno ancora a lungo, aiuto !!!”, “posso svernare nella mia seconda casa in zona gialla, tra le caprette che fanno ciao ?”.

Inizio’ quindi un fuggi fuggi generale, le stazioni vennero prese d’assalto e le destinazioni furono scelte su base cromatica prediligendo i cugini gialli agli zii arancioni .

“STATE A CASA “, intimava Conte , ma a parte le sue bimbe nessun altro se lo cagava .

Finché una notte buia e tempestosa tutte le TV d’Italia, anche quelle accatastate nelle discariche , si accesero all’unisono ed il bel faccino di Conte annuncio’ in diretta nazionale un nuovo lockdown.

Fu così che ebbe inizio “20 sfumature di rosso”, ma questa è un’altra storia .

L’uovo centenario

“Azzzz, sono scadute da dieci giorni . Ed ora come faccio con la frittata? “

Keep Calm and don’t worry, cosa volete che siano dieci miseri giorni confronto all’eternità ? (Non esageriamo , cent’anni sono già più che sufficienti).

Non so se raccapricci di più la foto del prodotto finito o il procedimento , anche se pare che si tratti di una specialità che andrebbe assolutamente provata almeno una volta nella vita, un po’ come il Casu Marzu con i suoi fantastici vermetti.

Sto parlando dell’uovo centenario. Certo, il nome potrebbe trarre in inganno , nessuna persona sana di mente consumerebbe uova deposte un secolo fa … ma se fossero invece uova conservate in acqua, sale, carbone ed ossido di calcio per cento giorni , le mangereste ?

Ah, pare che col tofu siano la morte loro … o nostra !

Nel dubbio… mi faccio una pizza !

L’estasi

La sua mano si posò lentamente sul suo corpo longilineo e lei non oppose resistenza, avevano deciso di affrontare insieme le sue paure dettate più dall’apparire che dall’essere.

Si guardarono per un lungo istante, ”aiutami”, le disse stringendola con foga. Le sue mani la avvolsero, avvertí’ la sua freddezza ma sapeva che se avesse insistito le avrebbe trasmesso tutto il calore di cui aveva bisogno.

Poi prese coraggio ed avvicinò delicatamente le labbra e la dignità lasciò il posto all’ estasi del piacere carnale.

I movimenti inizialmente lenti e sensuali divennero via via sempre più veloci , su e giù, su e giù… Sapeva che stava sbagliando , sapeva che avrebbe dovuto andarci cauta, tutta quella foga rischiava di compromettere ciò che stava cercando faticosamente di ricostruire. Su e giù , su e giù . CALMATI! si disse . È tuo, nessuno te lo porta via .

Una voce la fece sussultare “Mamma, che fai?” Suo figlio la fissava sconcertato.

Oh mio Dio, pensò, ma che razza di madre sono!!!

Si ricompose, guardò di fronte a se’ allentando lentamente la presa, la posata che reggeva con la mano destra cadde per terra, si chinò, la raccolse e la appoggiò sul tovagliolo. Era fredda, impersonale. Fissò la succulenta bistecca che aveva nel piatto, le patatine fritte, il ketchup e la maionese. No, non poteva farlo, non poteva calpestare così la propria dignità.

“Non ho più fame”, disse allontanando con nonchalance il piatto che aveva di fronte e , tornando con la mente a quella domenica sera quando, in preda alla follia scrisse alla sua compagna di scarpe e di blog “che ne dici se da domattina ci mettiamo a dieta?” , si domandò “ma chi ca@@o me l’ha fatto fare?”

P.S. A parte gli scherzi , la dieta procede bene e son già passati ben CINQUE giorni !!!!!!!!!! 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

Il Ruffy-ano

Eh lo so, sto latitando da parecchio. Potrei arrancare scuse su scuse, il caldo, il freddo, la stanchezza, il lavoro, le preoccupazioni, le cavallette . Ma la verità è che sono stata rapita da “illo”.

“Illo” è l’uomo che tutte noi vorremmo avere al nostro fianco .

Forte come Rocky, bello come zio Fester, intrigante come Lerch e con una parlantina che “Luca Giurato ‘scansate proprio!”.

Una perla rara, famoso in tutto il mondo per le sue pregiate pietanze che neppure Cracco sarebbe in grado di eguagliare.

Le sue capacità relazionali lo hanno portato ad essere uno tra i più grandi YouTuber del mondo, i suoi followers impazziscono per lui, a parte “i malilingui” dei quali “Illo” nun jene po’ frega’ de meno”.

Carbonara, paella, Fiorentina, Spaghetti con le vongole, pasta salsiccia e broccoli, Pizza… qualunque cosa vogliate Illo ve la cucinerà. La sua specialità ? Il “preanzicotto”, una vera goduria , provare per credere !

Calme, calme, non spingete, ce n’è per tutte, sia di ILLO e che dei suoi famosissimi piatti ricchi di “versatile”. Anzi, sapete che vi dico ? che ve lo concedo per qualche minuto, seppur a malinQuore.

Buon divertimento Ruffy(ano)…. ah, il suffisso è d’obbligo ! 😁

Perse nell’eros

Momentaneamente assenti, torneremo presto a trastullarci sul blog, sia perchè ci mancate, sia perchè dovremo affrontare il prossimo lockdown di cui si inizia ad avere un certo sentore e cosa c’è di meglio di scrivere per affrontare le proprie paure?

Al momento siamo entrambe impegnatissime a far lavorare la nostra fantasia, è più di un mese ormai che sto trasformando un personaggio da tranquillo professore ad assassino feroce o investigatore scaltro. In base al mio umore cambia la sua personalità e di conseguenza tutta la storia, ma ne uscirò fuori, al più lo ammazzo io.

Non migliore sorte è toccata a Quarantenastyle, costretta dal nostro insegnante a lanciarsi in un mini racconto erotico. Ha tentato invano di fare uno scambio con il fantasy o il romanzo storico, ma l’insegnante è stato perentorio “Quarantena è ammesso tutto sadomaso, bondage, sesso estremo, ma no scambisti, perciò tieniti il tuo stile erotico e piantala”. Ora la poveretta è li che tra glutei sodi e seni turgidi cerca, con imbarazzo, di cavare un ragno dal buco, lo so lo so detta così può suonare strana … ma non pensate subito male, intendo proprio il modo di dire “ragno dal buco”

Ha chiesto aiuto anche a me, la scusa sarebbe stata ottima per leggere tutte le sfumature dell’arcobaleno, ma niente non ce l’ho fatta, la cosa più erotica che ho potuto suggerirle la ricetta del cazzimperio accompagnato dalla degustazione di un Passerina fresco, vino dal gusto leggermente evocativo, non mi ha mandato a vaffa, ma quasi.

Basta chiacchiere … come state amici? Ci mancate e speriamo che presto riusciremo a metterci in paro con le vostre storie e proporvene di nostre, nel frattempo vi salutiamo affettuosamente.

E anche se nessuno ci ha cercate a “Chi l’ha visto” vi amiamo lo stesso … sapevatelo

Cerco sempre di fare ciò che non sono capace di fare, per imparare come farlo.
(Pablo Picasso)

Autunno

È arrivato è nell’aria.

Qualche nuvola copre il cielo, l’odore della pioggia è vicino, l’aria è più mite e le giornate più corte.

Ed io sono qui, prontissima, a dare il benvenuto all’autunno, ai suoi caldi colori, ai frutti e alle bacche, al  piumone che tra un pò servirà, al tè caldo e alle torte nel forno.

Un benvenuto alla stagione che, dopo  l’esuberanza dell’estate, arriva a riportare un pò di quiete e una dolce malinconia.

Autunno

Sono più miti le mattine
E più scure diventano le noci
E le bacche hanno un viso più rotondo,
La rosa non è più nella città.

L’acero indossa una sciarpa più gaia,
E la campagna una gonna scarlatta.
Ed anch’io, per non essere antiquata,
Mi metterò un gioiello.

Emily Dickinson

Si parte … non si parte

Grande dilemma questi giorni in casa mia.

Il 2 settembre dovremmo partire per la Sardegna, io non voglio partire, ho paura, mio marito vuol partire perchè “sul covid in Sardegna  stanno esagerando”. Se non ricordo male Briatore diceva, addirittura, che il covid non c’era. Ed ora, invece,  gli toccherà un lockdown nella casa della Santanchè; due, anzi, tre disgrazie in una botta sola: il covid, il lockdown, la Santanchè.

“La nostra è una vacanza sicura” tuona mio marito. In effetti potrebbe esserlo andremmo a casa di amici e loro stanno bene “ma non vorrei essere io a portargli il covid” ribatto io, pensando che a 3 km da casa mia potrebbe esserci una potenziale zona rossa (800 persone in lista), di cui tutta la città parla, ma di cui ufficialmente non si sa nulla.

“E poi, con il Billionaire chiuso che andiamo a fare in Sardegna? Non possiamo nemmeno andarci a prendere un aperitivo 😁”

“Sai bene che noi al Bilionaire  potremmo prendere solo il Covid”

“Vabbè io non vengo ho paura. Perchè se posso evitare debbo andare a rischiare?”

“Ho prenotato la cabina ci chiudiamo dentro e non avviciniamo nessuno” “Seee l’unico modo di viaggiare sicuro è andare a nuoto! Io non vengo punto”

“Sei esagerata! I nostri amici ci aspettano” “Parti da solo io non vengo e se torni positivo fatti ospitare dalla Santanchè”

Si partirà, anzi … partirà?

“Sei in vacanza quando la vacanza è dentro di te” (Liberamente)

In partenza

La valigia grigia con le righe azzurre guarda attonita gli oggetti accatastati sulla scrivania della mia camera da letto: la camicetta blu e quella grigia, il maglioncino di cotone bianco che non si sa mai dovesse arrivare di colpo l’inverno, i pantaloni di cotone beige ed i jeans blu indispensabili per nascondere eventuali macchie da Big Mac e poi calze, biancheria intima, ciabatte e camicia da notte.

La osservo con occhio compassionevole, la sua linea minuta mi fa temere il peggio ma io non desisto e rincaro la dose: piastra per capelli, giacchetta leggera color salmone, scarpe da ginnastica nuove di pacca che coi sandali da viaggio non è che possa scalare l’Everest, beauty case neppure troppo minimal e l’indispensabile spray anti zanzare.

A noi due, piccola grande amica. Su, coraggio, spalanca le tue fauci, insieme ce la faremo 🤣🤣🤣

Grazie …

A chi continua a gridare al complotto, in particolare sui social, dove ancora si continua a leggere di tutto e di più sull’inesistenza del covid.

A chi, per un anno, non ha potuto rinunciare alla vacanza sia in Italia che all’estero rientrando positivo. In particolare ringraziano i familiari ora in quarantena o contagiati.

A quei politici che, noncuranti della salute pubblica, continuano a dire “La mascherina non serve. Il covid non esiste”. Spero che, se non il virus, almeno le prossime elezioni vi spazzino via, comunque grazie anche a voi.

Grazie a chi non ne vuol sapere di evitare gli assembramenti e non si cura di usare la mascherina o la distanza sociale: aperitivi, balli, passeggio in vie affollatissime. In particolare vi ringraziano anche coloro che lottano contro il virus, gli angeli, li ricordate? Oltre vedersi tagliare le ferie, perchè negli ospedali lo stato di emergenza non è mai finito, mentre noi ci lamentiamo del caldo, continuano a lavorare coperti di tutto punto, ma solo perchè si sentono fighi, non per il covid perchè pare che non esista.

Anche oggi 481 nuovi positivi, che si aggiungono a quelli di ieri, dell’altro ieri, dell’altro ieri ancora. Facendo 2 conti con i dati del Corriere della Sera, dal primo agosto ad oggi siamo a 3.881 contagiati in più in 13 giorni, ma il Covid non esiste ed anche questi ultimi dati fanno parte del complotto.

Quasi comincio a sperarci in questo complotto, accetterei più volentieri sapere di essere stata raggirata piuttosto che sapere gli ospedali di nuovo pieni.

“Il catalogo delle donne valorose”

Mai e poi mai avrei pensato che leggere un catalogo potesse essere interessante e illuminante.

Se penso ad un catalogo il primo che mi viene in mente è quello di Ikea, il secondo quello dei premi conad, poi “il catalogo premi è scaduto” del corso di scrittura, che mi sta ancora facendo impazzire nel tentativo di tirarne fuori una storia che ho ben delineata in mente, ma che richiede di dover fare delle ricerche per poterla scrivere e altri che nella vita ci si trova a consultare per un acquisto o altro.

Quindi, quando qualche giorno fa, mi è stato regalato “Il catalogo delle donne valorose” di Serena Dandini, di cui non conoscevo l’esistenza, l’ho sfogliato subito con estrema curiosità.

Un catalogo con storie di donne che nella loro vita si sono distinte per tanti motivi, donne coraggiose e intraprendenti che hanno creduto e portato avanti i loro ideali con forza, ma che, difficilmente, troviamo citate nei libri di storia o a cui raramente è stato riconosciuto il valore delle loro idee o azioni. Donne inserite in questo catalogo perchè, per ognuna di loro, qualche vivaista ha creato una rosa che le ricordasse portando il loro nome.

Storia dopo storia, o rosa dopo rosa ho conosciuto trentaquattro donne valorose.

Alcune mi erano note, altre no, ad alcune mi sono sentita più vicina ad altre meno, ma ciò non toglie che ognuna di loro, presa nel contesto storico e sociale in cui ha vissuto, è stata all’avanguardia per gli ideali, lotte, scoperte, studi o ricerche, che in alcuni casi sono ancora di attualità. Penso, in particolare, alle lotte per affrancarsi come donne libere e indipendenti che tante donne ancora combattono.

Perchè diciamocelo chiaramente, essere donne non è sempre così facile come essere uomini, specialmente essere donne valorose, gli ostacoli ancora ci sono, superarli richiede sacrifici e salire sul podio del riconoscimento è ancora molto difficile.

Il piccolo inconveniente da secoli è che non c’è nessun podio o inno pronto ad accogliere queste vincitrici, né tantomeno una medaglia da appuntar loro al petto. È un annoso argomento che studiose molto più autorevoli di me hanno già posto all’attenzione mondiale: per semplificare la pratica potremmo dire che, mentre l’Uomo Invisibile è diventato una star cinematografica, le donne spesso sono invisibili e rimangono tali.

Un libro che andrebbe letto da tutte le donne, ma anche dagli uomini che capiranno di che tempra son sempre state le donne anche se di secoli passati, sempre lungimiranti, scaltre, intraprendenti, allora come ora.

Ma quante donne, nella vita di ognuno di noi, meriterebbero una rosa che le ricordi? Personalmente mi vengono in mente le mie nonne, mia mamma. Nelle loro vite, semplici e complesse all’unisono, sono state donne di grande valore, che mi hanno insegnato molto. Penso anche ad alcune mie amiche che non hanno avuto per nulla vite semplici, ma hanno trovato la forza di farcela, superare gli ostacoli e uscirne più forti, anche quelle che, tutt’ora, stanno lottando e spero ce la faranno, si una rosa anche per tutte loro che resteranno sconosciute al mondo, ma non a me.

Ci vorrebbe una rosa che si chiami “donna valorosa” per tutte quelle donne che non saranno mai in nessun libro, ma saranno le eroine del loro piccolo mondo.

“È facile per una donna essere valorosa. Il salto mortale per tentare di mettere insieme casa, lavoro (sempre se si riesce a trovarne uno), magari figli e cure sparse a parenti vari… già dovrebbe far scattare una decorazione al merito.”