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Covid Vs Calcio

Napoli Vs Juventus

Senso di responsabilità Vs “C’è un regolamento e noi lo rispettiamo” (perchè ci fa comodo?)

Voi ci capite qualcosa? Io no!

Il governo vuole allungare lo stato di emergenza, i contagi sono in salita e a differenza di marzo/aprile sono anche estesi a tutta Italia. Anche nella mia regione, i cui abitanti avevano fatto del “Noi siamo bravi perché la distanza sociale l’abbiamo nel DNA” salgono giorno dopo giorno, ma si vuole giocare a calcio, si vorrebbero gli stadi aperti, si vorrebbe fare quel che si vuole, il regolamento del calcio vuole la meglio sulle decisioni di una ASL e io non ci capisco più nulla. Non mi resta che mettere la mascherina, disinfettare le mani, mantenere le distanze e sperare di non incrociare mai il virus, perché sicuramente con la ASL non potrò fare come vorrò o magari si 😀

Standing ovation …

ad una donna con il coraggio di una vera donna.

Con semplicità ha messo a nudo il suo corpo e gli insignificanti difetti fisici arrivati con l’età, le gravidanze, il vivere. Difetti che, per i cliché imposti dalla società odierna, potrebbero essere inaccettabili.

In barba all’apparenza e all’apparire ha dato una lezione magistrale a quella generazione di donne che non accettano il divenire del proprio corpo, mostrando loro quanto si possa essere bellissime nonostante le misure non conformi alle regole.

Un’mmagine che trasuda femminilità, eleganza e sensualità.

#bastasoloscopevestiteenon

Buoni sogni a tutti …

Siete pronti domani ad aprire i cassetti e tirare fuori i vostri sogni?

Sempre che li teniate nei cassetti! Vanno bene anche quelli nell’armadio se li tenete li, spostate gli scheletri e tirate fuori i sogni, magari sbatteteli un pò per togliere la naftalina, se poi li tenete in un barattolo, una scatola o sottovuoto sono validi lo stesso, purché siano sogni.

Ebbene si, domani, 25 settembre 2020, si celebra la giornata mondiale dei sogni, quindi sognatori di tutto il mondo organizzatevi e festeggiate.

Potrete rispolverare i vostri sogni migliori, quelli già usati, quelli che hanno preso di spunto o crearne di nuovi oppure, se proprio non avete un sogno, provate a prenderne in prestito, almeno uno, da chi ne ha troppi, anche se troppi non lo sono mai.

Potrete condividerli con chi amate, con gli amici, o goderveli da soli.

Domani sarete liberissimi di sognare come volete e se qualcuno di quegli esseri realisti e con i piedi ben piantati per terra vi farà qualche osservazione mandetelo al diavolo, la celebrazione della giornata ve lo concede.

Sognate ad occhi aperti, ad occhi chiusi, con la testa tra le nuvole o sul cuscino, ma date sfogo alla vostra fantasia.

Libratevi nel cielo come libellule, nuotate nel mare come delfini, scalate l’arcobaleno per cercare la pentola d’oro, sognate la casa dei vostri desideri o il viaggio perfetto, sognate ciò che vi stare bene e bandite la negatività, domani si sogna punto!

Sono un sognatrice, mi perdo spesso nei miei sogni e quando lo faccio sto bene. Ho sempre difeso i miei sogni, anche quelli impossibili, con forza e al motto di “toglietemi tutto, anche il mio Breil, ma non i miei sogni”, per inciso, qualcuno mi ha preso in parola e un giorno, mentre in treno tornavo dal lavoro, il Breil me l’ha tolto davvero, arrivata a casa non ce l’avevo più, sicuramente, stanca dalla giornata, appisolata stavo sognando.

Vi posso suggerire un sogno? Un sogno collettivo? Proviamo a sognare che questo maledetto virus se ne torni da dove è venuto, no, non in Cina, ma dai pangolini o i pipistrelli, nella giungla o in un laboratorio, insomma dove vuole purché si possa tornare a sognare con un pò di serenità.

E, se domani non potrete concedervi ai vostri sogni, potrete farlo dopodomani o dopodomani ancora, in fondo ogni giorno o momento sono buoni per sognare.

“Prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni.”
Vincent Van Gogh

Refendum 2 punto 0

Tempo fa ho scritto un articolo che si intitola Referendum dove ho tentato di esprimere un mio timore, oggi ho letto questo articolo, forse il mio timore non era poi così infondato.

Referendum 2 punto 0

Volete sostituire il parlamento con una piattaforma digitale che sarà la massima espressione della democrazia?

“È meglio la peggiore delle democrazie della migliore delle dittature.” Sandro Pertini

Autunno

È arrivato è nell’aria.

Qualche nuvola copre il cielo, l’odore della pioggia è vicino, l’aria è più mite e le giornate più corte.

Ed io sono qui, prontissima, a dare il benvenuto all’autunno, ai suoi caldi colori, ai frutti e alle bacche, al  piumone che tra un pò servirà, al tè caldo e alle torte nel forno.

Un benvenuto alla stagione che, dopo  l’esuberanza dell’estate, arriva a riportare un pò di quiete e una dolce malinconia.

Autunno

Sono più miti le mattine
E più scure diventano le noci
E le bacche hanno un viso più rotondo,
La rosa non è più nella città.

L’acero indossa una sciarpa più gaia,
E la campagna una gonna scarlatta.
Ed anch’io, per non essere antiquata,
Mi metterò un gioiello.

Emily Dickinson

“Al professore può cadere l’occhio”

direi che fa coppia con “alla fine le donne se le cercano” frase uscita dalla bocca di un professore di mio figlio, l’ultimo anno di liceo, dopo un fatto di cronoca cruento. Lo sconcerto di mio figlio fu tale che, da quel giorno in poi, la sua stima verso il professore, tanto amico della classe, andò in caduta libera. Ricordo che si discusse molto se chiedere provvedimenti o altro nei confronti del prof. , ma ritenemmo che il soggetto non meritava nemmeno che fosse attirata attenzione su di lui. La classe prese le distanze e l’idillio finì. So, con certezza, che il professore sta ancora leccandosi le ferite, ma è ciò che può capitare quando il ruolo di professore diventa marginale e prevale quello di amico. I ruoli che si hanno, non vanno mai sottovalutati.

Il decoro nell’abbigliamento è un qualcosa in cui credo. Ogni contesto necessita dell’abito giusto, ma non perchè al professore cade l’occhio, se gli cade è un problema suo, non certo delle studentesse, ma è per se stessi, per una forma di pudore che si sta sempre più perdendo, ma che, secondo me, ci rende tutti molto più interessanti.

Il peccato capitale non è essere vestita male, ma indossare la cosa giusta nel posto sbagliato
(Edit Head)

Quando a parlare sono i fatti …

Giovanna Botteri, la giornalista attaccata nel periodo del lockdown per il suo modo di presentarsi lontano da tutti i clichè a cui siamo abituati, ha vinto, ad Ischia, il premio di giornalista dell’anno.

La sua una rivincita di fatti e non di parole. All’epoca delle polemiche lasciò correre il tutto con  grande fair play: non si offese, non si indignò, continuò a svolgere il suo lavoro di inviata con l’impegno che la caratterizza e la semplicità di sempre.

Oggi, con il premio di “giornalista dell’anno” lei, che dalla Cina già ci raccontava il Covid quando ancora non era pandemia, raccoglie i frutti del suo lavoro. Complimenti ad una donna che dovrebbe essere d’ispirazione non solo a chi ambisce lavorare nel mondo della TV, ma a tutti.   Basta nel dare importanza all’apparire delle persone a scapito del chi sono veramente.

Competenza, professionalità e preparazione valgono molto più di una tinta ben fatta o un abito firmato, specialmente a 63 anni, quando puoi, con orgoglio, vestirti o agghindarti come meglio credi e non doverne rendere conto a nessuno, perchè tu vali.

E poi mi dico: “Cosa c’è di meglio del vivere una vita libera da stereotipi, clichè, imposizioni, di guardarsi e dirsi mi amo così come sono libera di essere me stessa?

“Tutti ti valutano per quello che appari. Pochi comprendono quel che tu sei” (Niccolò Macchiavelli)

Primo giorno di scuola

Nell’emergenza, che avrebbe dovuto favorire, ma in cui, più di ogni altro momento storico, l’inizio scuola avrebbe dovuto essere organizzatissimo, abbiamo il solito avvio all’italiana, ritardi, confusione, disorganizzazione, ma si può sempre migliorare no?

Sperando, quindi, nel miglioramento futuro condivido con voi questa riflessione di Alessandro D’Avenia, pubblicata stamattina dal Corriere della Sera, che ho trovato estremamente interessante.

Crisi di nervi

Buona scuola a tutti alunni, genitori e insegnanti.

Quello che vogliamo è vedere il ragazzo alla ricerca della conoscenza, e non la conoscenza alla ricerca del ragazzo.
(George Bernard Shaw)

“Tu nega, nega sempre anche l’evidenza”

Ed così che nascono i negazionisti.

Il primo che mi viene in mente San Pietro, per ben tre volte negò di conoscere Gesù,  poi mia sorella bambina, quando con una faccia da schiaffi negò e stranegò di aver letto, dopo aver forzato il lucchetto, il diario segreto che tenevo con mia cugina, salvo poi snocciolar giù tutti i soprannomi che, nel diario, avevamo dato ai nostri amici e che lei non poteva conoscere, la sua confessione spontanea arrivò in età ormai adulta.

Altro negazionista un mio amico che, dopo ben dieci anni, continua a negare alla sua amante di essere sposato. A Renato, che il triangolo non lo aveva considerato, gli fa un baffo, il mio amico il triangolo ce l’ha ben chiaro e con nonchalance si destreggia tra i suoi vertici.

Negare l’evidenza è una prassi piuttosto in voga, al punto che esistono tutta una serie di rivendicazioni negazioniste, che hanno portato anche alla formazione di gruppi, che negano di tutto “La shoah”,“Il 5g”, in questi giorni soprattutto “Il coviddì che non c’è” mentre noi tutti, che facciamo attenzione e magari rimandiamo anche le vacanze, siamo degli emeriti salami. Tra tutti, però, quelli che mi fanno spanciare dalle risate sono i terrapiattisti, alla fine le loro teorie non fanno del male a nessuno, o quasi. Su youtube potete trovare, sull’argomento, dei video esilaranti.

Ebbene si i terrapiattisti coloro che negano che la terra sia una sfera (ok lo so, non un sfera perfetta, ma per comodità semplifico a sfera) supportando la loro tesi con numerose teorie tutte, ovviamente, complottiste o quasi assurde. Per esempio, le foto dallo spazio del nostro pianeta sono un falso, sono state modificate ad hoc dalla Nasa per farci credere che la terra sia sferica. Il motivo del complotto non è chiaro, ma il complotto c’è.

C’è ed ha, anche, radici lontane, iniziò con Aristotele che fu tra i primi ad intuire la sfericità della terra,  proseguì con Tolomeo altro sostenitore della terra sferica, anche se entrambi, con i loro mezzi e conoscenze, la posizionarono al centro del sistema solare. Furono Copernico e Galileo, poi, che la rappresentavano sempre sferica, a dimostrare che girava intorno al sole e il complotto si compì. Del complotto fece parte anche Newton con la sua forza di gravità, che se quel giorno la mela l’avesse raccolta e mangiata, senza star li a studiarci sopra, a chiedersi perchè e per come, adesso non sarebbe allibito nel sentire le nuove teorie.

Fatto il breve excursus storico, superficiale e impreciso, spero mi perdonerete, del complotto veniamo ai terrapiattisti: la terra non è sferica, ma una specie di disco, il polo nord è al centro, il polo sud è tutta la circonferenza del disco. Ai confini della terra c’è il ghiaccio, il sole e la luna sono molto più piccoli e girano intorno alla terra. Mentre Copernico e Galileo sono con le mani tra i capelli, Newton è li che chiede diritto di replica, perchè, anche la forza di gravità non esiste. Se così fosse, perché la mela che si stacca dall’albero non prende il volo? Non lo so. Non ho approfondito, ma avranno trovato una spiegazione anche a questo.

Ovviamente, essendo piatta, la terra ha una fine, oltre la quale non si sa cosa ci sia e,  temo, non lo  sapremo mai. È, infatti, di questi giorni una divertente notizia che, oltre farmi ridere, mi ha spinto a leggere un pò di queste teorie del terrapiattismo e dato il la per scrivere questo post.

Due terrapiattisti veneti hanno comprato una barca e, in pieno lockdown, sono scappati  per salpare da Termini Imerese in direzione Lampedusa dove, secondo loro, finisce il mondo, per scoprire cosa ci sia dopo la fine. Purtroppo non lo sapremo mai!

I due, marito e moglie, si sono persi in mare. Usavano una bussola, ma poichè il magnetismo terrestre non esiste, la bussola probabilmente non ha funzionato e loro hanno fatto naufragio ad Ustica dove sono stati soccorsi dalla polizia costiera ed essendo in periodo di lockdown sono stati messi in quarantena.

Evasi dalla quarantena hanno tentato, con la loro barchetta, di riprendere il mare in direzione Lampedusa, ma sono stati riacciuffati e riportati indietro. La storia l’ha raccontata il medico che li ha avuti in cura dopo il naufragio perché stremati e disidratati, spero il medico fosse anche psichiatra.

Comunque, al di là del mio scherzare, ho scoperto che il terrapiattismo ha radici lontane,  i primi sostenitori moderni risalgono al 1800 e nel corso del tempo sono stati diversi i personaggi sostenitori di questa teoria, sono stati scritti libri e fondate società con numerosi adpeti.

E se tutti avessero torto e la terra non fosse ne piatta, ne sferica, ma un triangolo? “No il triangolo noo! Non l’avete consideratooo!”

Il nido è vuoto …

Oibò abbiamo iniziato in due, tempo quattro anni eravamo saliti a quattro e passati altri 11 anni la squadra di basket era al completo, mancava il pelosetto come mascotte che si è aggiunto 2 anni dopo.

Sono bastati una manciata di anni, tra l’altro volati via in un soffio, per fare il percorso a ritroso e, da un paio di settimane, ritrovarci in 3: io, mio marito e il pelosetto.

Anche l’ultimo dei ragazzi si è trasferito a Milano per intraprendere un nuovo corso di studi.

Il nido è vuoto … dovrei essere triste, sentirmi persa, abbandonata?

È la domanda che mi sto facendo in questi giorni o a cui le amiche mi costringono.

“Allora come stai? So che è partito anche il piccolo, non ti senti sola? È arrivata la sindrome del nido vuoto?”

Si mi mancano i miei figli, mi mancano le nostre chiacchiere, mi manca la loro presa in giro quando guardo qualcosa di commovente in TV e mi scendono le lacrime “Eccola eccola ci siamo … lacrimucciaaa!!!” o quando insieme ridiamo a crepapelle, mi manca commentare un film, un libro o qualche notizia con loro o fare qualche petteguless, mi mancano i pranzi e cene movimentati. Tantissimo mi manca ascoltare il più piccolo di loro suonare il pianoforte e mi sto scervellando su come riuscire a collocare un piano digitale nella sua minuscola casa milanese, perchè non vorrei che si allontanasse da questa sua passione.

Tutte queste mancanze, però, sono compensate dalla felicità immensa di sapere che stanno seguendo ognuno la loro strada, che lo fanno con serenità e tanto entusiasmo, quindi felici loro, felice io.

Siamo nell’era tecnologica e grazie ai cellullari le distanze si accorciano con un click e sempre con un click si colmano e annullano le mancanze.

Cosa non meno importante, ho tanto tempo libero tutto per me, forse troppo e, per il momento, tutto ciò mi fa sentire un pò frastornata, non c’ero più abituata. Penso al milione di cose che potrei fare e non concludo nulla, ma è bello anche vivere alla giornata, pian piano riuscirò a mettere in piedi i miei progetti, tra i quali non mancherà qualche buon viaggio a Milano a trovare i miei figli (scusa ufficiale), perchè il cazzeggio milanese l’ho sempre fatto e continuerò a farlo con la mia socia di blog Quarantenastyle.

Amali, nutrili, insegna loro la disciplina e lasciali liberi. Così avrete un buon rapporto per tutta la vita.
(Marry G. L. Davis)