The perfect man (part 2)


Here “the perfect man part one”

PING…”Buongiorno tesorino bello, dormito bene ?”

Eh no, mo’ lo blocco, si disse Laura, ma quanti cazzo d’anni c’avrà questo? Dieci? Dodici? Saranno almeno quarant’anni che nessuno si rivolge a me in questo modo.
“Non tanto per le parole, che in un saldo rapporto di coppia potrebbero anche starci”, pensò, “quanto per il timbro di voce … e poi lo sa bene che non voglio ricevere file audio”.


Si sedette a gambe incrociate sul tappeto rosso della sua camera da letto, inspirò a lungo dal naso e espirando con forza dalla bocca svuotò i polmoni. Le lezioni di yoga a qualcosa servivano!
Prese in mano il cellulare, contò fino a dieci e con un messaggino lo invitò per l’ennesima volta a non inviare più file audio.

PING… “Ti amo”, le scrisse enfatizzando il tutto con cuoricini BACINI e fiorellini. “Ah beh, ci sono andata vicina con l’età” pensò Laura ridendo .


PING ….”Ecchecavolo un altro messaggio audio. Giuro che se mi chiama ancora “ tesorino bello” lo denuncio per vilipendio alla mia integrità di donna, ci manca solo un DU DU DA DA DA e poi mi trasformo in Jack lo squartatore”. Fissò lo schermo mordendosi una guancia: “ussignur , quaranta secondi di audio, manco i miei figli me li han mai inviai “.


Ohhhm Ohhhm, le gambe erano sempre incrociate, fissò i disegni che risaltavano sul tappeto e con un dito ne seguì il contorno, una mezzaLUNA ed un sole si intrecciavano con varie figure geometriche creando una simpatica simmetria di colori. Prese TEMPO e quando si sentì pronta accostò il cellulare all’orecchio.


“I love you my dear …” I love you my dear… I love you my dear … I want to see you, I want your photo, I want see your legs, your hands , your hairs, I love you, you are the best, I want meet you”.


“Houston? Texas? Questo al massimo è di Gallarate e c’ha pure bisogno di un TSO” , riflettè mentre inoltrava l’audio a Carla, la sua amica del cuore .
“Seeeeeeee, se questo è di Houston io sono Angelina Jolie”, le rispose immediatamente Carla “comunque, fossi in te, il numero di whatsapp glielo darei, giusto per capire dove vuole arrivare a parare, anche se mi pare fin troppo evidente, comunque puoi sempre bloccarlo lasciando attivi solo i messaggini, così eviti che ti stalkerizzi”
Laura scoppiò a ridere, lei e Carla erano amiche da tantissimi anni, la loro amicizia era nata per puro caso e seppur vivendo in contesti completamente differenti condividevano gli stessi prìncipi ehmmm no, PRINCìPI, ovviamente con l’accento sulla seconda “i”.


“Davvero? Davvero davvero davvero? E come mai hai cambiato idea!?” le chiese enfatizzando il tutto con cuori fiori e quadri, mancava solo il picche, quello che gli avrebbe dato lei, se non la smetteva di comportarsi in quel modo così infantile.

Fu così che la loro “amicizia”, nata su Messenger , venne affidata ai piccioni viaggiatori di whatsapp con buonapace di John e probabile rassegnazione della di lui consorte.

Il cellulare squillò alle ventidue, Laura aveva appena indossato il pigiama blu con la scritta “ Follow your dreams”. Nessuno le telefonava mai a quell’ora, si chiese chi potesse essere, sicuramente non John , erano trascorsi mesi da quando Carla la convinse a cedere alle implorazioni di quello che inizialmente aveva soprannominato Narciso Man ma col passare del tempo aveva cominciato a ricredersi, in fin dei conti non era poi così male. Certo, c’erano ancora tanti punti oscuri, ma per il tipo di amicizia che si era creata, a lei non interessava più di quel tanto. Le andava bene così, chiacchieravano in chat, lei aveva messo dei paletti e seppur a fatica era riuscita a mantenerli. Alle sue richieste esplicite lei tirava fuori ogni volta il due di picche e la cosa moriva lì.

In quei mesi John le aveva inviato diverse foto e video personali attenendosi alle regole, solo una volta aveva cercato di mostrarle il suo coso ma Laura lo aveva stoppato e le loro conversazioni si erano attestate su un piano meno intimo ma sicuramente più interessante da un punto di vista della conoscenza reciproca. Fu grazie a quelle foto ed a quei video che Laura scopri la passione di John per il volo.

Si, perché John, oltre ad essere un ingegnere petrolifero aveva conseguito anche un brevetto di volo e nel tempo libero si dilettava noleggiando piccoli bimotori coi quali lasciava il suo isolotto sperso nel mediterraneo e raggiungeva il continente . In un emozionante video John le mostrò un atterraggio di emergenza compiuto a Fiumicino in una giornata proibitiva, il lungo scambio di informazioni con la torre di controllo e la sua voce agitata avevano fatto breccia nel cuore di Laura: in quell’occasione , John, aveva rischiato veramente di non farcela.


Al terzo squillo Laura sussulto’, si era persa nei suoi pensieri, prese in mano il cellulare, e fissò lo schermo: numero privato”. Rispose. All’altro capo una voce maschile, forte e schietta, tipica di chi è abituato a dare ordini, la fece rabbrividire. “Domattina alle otto e non ne faccia parola con nessuno”, le disse.

Fu così che Laura si ritrovò immischiata in quella che in seguito definì “una giusta rivalsa”.

TO BE CONTINUED.

Niente è più visibile di ciò che è nascosto”.
CONFUCIO

7 pensieri riguardo “The perfect man (part 2)”

  1. Bene, bene, la storia entra nel vivo Jhon l’ha spuntata con il numero, spero mandi un mazzo di fiori a Carla che gli ha spianato la strada … sono molto curiosa, avvisa Laura di fare attenzione al fascino del pilota, so che ne esistono di tarocchi, uno sicuramente 🤣

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...