L’iniziazione

Alla fine c’era andata, forse più per curiosità che per altro, voleva vedere coi propri occhi fin dove sarebbe arrivata la stupidità umana .

Ma subito se ne penti’. “Dovrei essere altrove”, si disse ripensando a quello stupido meme condiviso su Facebook da chi crede ancora in Babbo Natale… ma sì dai, lo conosci anche tu, è quello del fiume, della riva e del cadavere che passa.

Prese un sassolino e lo lanciò nell’acqua  sollevando un leggero schizzo gelido che le bagnò la caviglia.

“Che te frega, Patrizia , tu vacci”, l’aveva incoraggiata suo cugino Alessandro, “è un modo come un altro per stargli vicino e stai serena,  ce la farà…”. 

Narra la leggenda che tanto leggenda non è , che a monte del fiume Zaffiro, dietro al Garlente,  avvengano  strani riti tribali accompagnati da sacrifici umani … no, tranquilli, niente di macabro o passibile di denuncia . Molto più semplicemente un gruppetto di giovani idioti si riunisce saltuariamente  portando con se’ un cospicuo quantitativo di cibo e di alcol. All’iniziato di turno viene concessa la facoltà di bere e di mangiare, anche a piccolissimi sorsi o bocconi , a condizione però che ciò avvenga ininterrottamente per 24 ore di fila. Se l’imberbe adepto  non dovesse riuscire nel proprio compito , tutti i suoi averi compresi abiti, soldi e cellulare verranno gettati nella corrente del fiume ed il suo corpo nudo lasciato al pubblico ludibrio  .

“Corre voce che il rito sia iniziato  ieri ”, insistette quella mattina Alessandro, con un messaggino su whatsapp , “il tam tam del liceo dice così  “.

Patrizia si sollevò da terra pulendosi meccanicamente i jeans, si sedette su un masso  sul greto del fiume  e attese  paziente. Sapeva  bene che l’iniziato di turno sarebbe stato Daniele, tra di loro c’era molto di più di una semplice infatuazione, ma era consapevole di non poter fare nulla, senza quel rito difficilmente sarebbe stato accettato dai suoi compagni di liceo e a quell’età , si sa, sentirsi accettati è di vitale importanza.
 “Dimmi la verità, Daniele , è  in questi giorni, vero? Ho visto che hanno già creato l’evento su Facebook”, gli aveva chiesto qualche giorno prima. Ma Daniele non voleva preoccuparla e poi tra le regole della confraternita c’era quella di non rivelare a nessuno  la  data degli eventi.

Patrizia guardò il fiumiciattolo sperando in cuor suo di non veder affiorare nulla, segno che il rito, per quanto idiota ,  s’era concluso vittoriosamente.

Scrutò a monte e poi a valle. Accampati  lungo la riva i ragazzi dell’ultimo anno sembravano avvoltoi in attesa di fiondarsi sulla preda, ma al posto degli artigli sfoggiavano cellulari con fotocamere da far invidia ai tecnici della Nasa. “Idioti” pensò Patrizia accarezzando l’acqua gelida . “E idiota anche lui, che non è riuscito a dire di no a questa stronzata ”.

Prese in mano il cellulare e aprì la pagina Facebook creata dalla confraternita di bimbiminkia, “perché è questo che sono”, si disse. Al suo interno la narrazione del rito, senza nomi, senza riferimenti temporali, senza nulla che potesse insospettire il direttore didattico, anche se Patrizia era certa che ne fosse al corrente. Nella parte superiore un riquadro lasciato in bianco avrebbe ospitato un piccolo video  con l’esito dell’iniziazione: il lancio degli abiti nel fiume o la consacrazione con tanto di rasatura del cranio .

Patrizia ripose il cellulare nello zainetto, sopra agli abiti che aveva preso dall’armadio di suo fratello “tanto hanno la stessa taglia” si disse.

Sapeva che Daniele era determinato e che avrebbe portato a termine il rito  “ma non si sa mai, anche perché non regge l’alcol, se dovesse farcela gli ci vorranno giorni per riprendersi dalla sbornia”, aveva detto poco prima ad Alessandro, mentre riponeva nello zaino oltre a jeans e maglietta anche un bel thermos di caffè .

Ma se le cose fossero andate male, avrebbe almeno cercato di togliere a Daniele l’imbarazzo della nudità .

Frammenti della loro relazione, seppur iniziata da poco, le tornarono alla mente. Il loro primo bacio, la loro voglia di spingersi oltre ma il timore di non essere ancora pronti, la necessità di comprendere meglio  i  rispettivi sentimenti. Per Patrizia sarebbe stata la sua prima volta e ci teneva affinché fosse indimenticabile.

Improvvisamente delle voci sovrastarono il mormorio dell’acqua e divennero via via sempre più concitate.

Qualcosa stava avvenendo .

Scrutò attentamente il fiumiciattolo poi prese in mano il cellulare. Il riquadro era ancora bianco .

Guardò  il sentiero che costeggia il fiume stringendo con forza lo zaino, pronta a correre in suo soccorso qualora fosse stato necessario, sperando così di limitare al massimo la gogna fotografica.

Poi un improvviso refresh e sulla pagina di facebook si materializzò una foto , Patrizia lo vide,  era stanco, provato, sicuramente brillo, ma con lo sguardo fiero di chi ce  l’aveva fatta. Fissò quel cranio lucente leggermente bitorzoluto;  la folta capigliatura mora che aveva accarezzato tante volte era sparita, rasata dal branco di bimbiminkia. Ricresceranno, si disse.

Salvò velocemente sul cellulare  la foto prima che la pagina venisse definitivamente chiusa, tirò  fuori dallo zaino il thermos, lo aprì e bevendo  un sorso di caffè tirò un sospiro di sollievo.

Il rito si era compiuto. Domani sarebbe stato un altro giorno, altri “cadaveri” sarebbero passati lungo il fiume, ma per lui, per loro, tutto ciò sarebbe stato un piacevole ricordo … da raccontare ai nipotini . Chissà !

VI RICORDATE IL POST DI IERI?

Quello dove io e Liberamente, la mia compagna di blog e di scarpe, abbiamo raccontato il giochino del “dammi tre parole…“ma che non siano sole cuore e amore”.

Ebbene, il post che avete appena letto è il frutto di tutto ciò.

Le parole chiave? GIOVANI, FIUME, FRAMMENTI.

Ora tocca a te, Liberamente,

a che punto sei con

GAMBO CIBO e DISEGNO?

Vi va di giocare con noi?

Scriveteci tre parole, le trasformeremo in un post

🙂

Un pensiero riguardo “L’iniziazione”

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