Primo giorno di scuola

Nell’emergenza, che avrebbe dovuto favorire, ma in cui, più di ogni altro momento storico, l’inizio scuola avrebbe dovuto essere organizzatissimo, abbiamo il solito avvio all’italiana, ritardi, confusione, disorganizzazione, ma si può sempre migliorare no?

Sperando, quindi, nel miglioramento futuro condivido con voi questa riflessione di Alessandro D’Avenia, pubblicata stamattina dal Corriere della Sera, che ho trovato estremamente interessante.

Crisi di nervi

Buona scuola a tutti alunni, genitori e insegnanti.

Quello che vogliamo è vedere il ragazzo alla ricerca della conoscenza, e non la conoscenza alla ricerca del ragazzo.
(George Bernard Shaw)

4 pensieri riguardo “Primo giorno di scuola”

  1. Buongiorno a te 😊 Io ho una sorella insegnante. Oggi mi ha detto che è stato un disastro. Mancano banchi, docenti e tutto è stato atrangiato alla meglio ma davvero sembra di stare in una scuola pessima. Hanno organizzato tutto male e in poco tempo e il risultato è disastroso. 😮

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    1. Ciao Amleta, mi hai fatto pensare che ho dimenticato di inserire gli insegnanti nell’augurare buon inizio scuola.
      In merito alla scuola, anche capendo quanto è importante una scuola in presenza per i ragazzi, mi sto chiedendo se tutto il denaro che ora andrà sperperato a causa della disorganizzazione, ma anche la corruzione, perchè non è che sia stata debellata, non era meglio investirlo nel potenziare una scuola on line per un altro anno, con incentivi per aiutare le famiglie sia per migliorare i mezzi informatici, sia in aiuti economici per continuare a tenere i figli a casa. Non sarà sicuramente la migliore delle scuole quella online, ma siamo o non siamo in emergenza?

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      1. Credo che abbiano preferito aprire le scuole perchè molti genitori non sanno a chi lasciare i figli. Magari gli studenti adulti possono restare a casa ma i bambini e ragazzini non possono restare soli a casa. Dunque gente che lavora non ha a chi lasciarli. Sì in effetti se poi vanno a scuola e si beccano il virus non ha molto senso mandarceli. Molte scuole sono pericolanti eppure i soldi non si son mai trovati. Per i banchi monoposto sì. Questo mistero resterà tale. 😯

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  2. Penso che la scuola in presenza sia indispensabile perché è un mondo in cui non solo si acquisiscono delle nozioni ma si sta insieme, si socializza, si impara a conoscere gli altri etc etc. Quest’anno non sarà facile, ma è necessario insistere, perché se la scuola muore, muore la società

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