Giochiamo?

La domenica è sacra e a me piace trascorrerla in assoluta serenità, circondata da amici. Domenica scorsa, mentre sonnecchiavo, Raoul e George si sono presi cura di me, massaggiandomi a turno i piedi mentre Maria De Filippi rinfrescava l’aria sventolando una foglia di banano.

Il suono di un messaggio in arrivo mi ha costretta ad aprire gli occhi e a congedare i miei amici che son tornati alle rispettive dimore, la Defi dal suo Maurizio, Raoul Bova dalla sua Rocio e George Clooney su quel ramo del lago di Como .

“Quarantenastyle a che punto sei con i compiti?”

Dovete sapere che io e Libera-mente (per chi non lo sapesse, la mia compagna di blog) non avendo una cippalippa da fare tutto il giorno a parte lavorare, cucinare, pulire, fare la spesa, seguire figli e nipoti (de zia), abbiamo avuto la brillante idea di iscriverci a un corso di scrittura creativa .

Da brave scolarette ci incontriamo più volte alla settimana per copiare.. ehm per fare i compiti, ma non potendo percorrere 1200 km al giorno i nostri incontri avvengono tramite whatsapp .

“A che punto sei, con il testo sulla stanza vuota?”

“Mah, ti dirò, pensavo peggio. Certo che 600 battute spazi compresi sono troppo poche per descrivere una stanza completamente vuota”.

Il compito a casa, come avrete capito, prevedeva la stesura di un breve testo descrittivo, libero da sentimenti, impressioni, opinioni, ricordi e di qualunque altra implicazione umana . Solo una mera e pura descrizione, alla “Immobiliare.it”.

La possibilità di scegliere tra qualunque tipologia di stanza, di abitazione e di dislocazione geografica ha reso questo compito ancor più divertente. Topaie, residence di lusso , case al mare, grotte e cucine sono state il fil rouge di questa nostra domenica afosa, ma dopo ore di condivisioni si sono avvertiti i primi segni di sfinimento :

Bene, se siete arrivati a leggere fin qui è perché tutto sommato ci volete bene 😁😁😁

Ma ora tocca a voi!

Come ve la immaginate una stanza vuota ?

Sbizzarritevi, attendiamo i vostri testi coi quali in seguito faremo un piccolo collage in un nuovo post, ovviamente attribuendo i testi ai rispettivi autori, con il link al loro blog .

Intanto, se ancora avete voglia di leggere, vi riportiamo qui sotto il frutto del nostro sudato lavoro domenicale . Buona lettura !

🌞🌝🍔🌭🥓🥩🧀🥐🥯🍖🍕🔥🌞🌞🌞🌞

La stanza vuota (By Libera-mente)

La parete più bassa della stanza è una grande vetrata da cui si accede al terrazzo che guarda il mare e da dove, intenso, giunge il profumo dei tigli, di cui si vedono solo le fronde più alte.
Il blu chiaro delle pareti predomina e contrasta con il bianco degli infissi, della ringhiera lignea che, in un angolo, protegge l’accesso alla scala e del soffitto a spiovente. In alcuni punti delle pareti si notano gli aloni lasciati dai quadri.
Sul pavimento in legno è evidente il contrasto di colore creato dall’usura del sole e dal calpestio in alcuni punti rispetto ad altri, che, nel tempo, sono stati protetti dagli arredi.

La grotta vuota (by Quarantenastyle) .

La stanza in fondo al tunnel è fredda e vi si accede attraverso un varco. Al suo interno si stagliano stalattiti e stalagmiti, brillanti alla vista ma umide al tatto. Una goccia scava nel terreno, il suo ticchettio scandisce le giornate. Al centro un corso d’acqua scorre lentamente trasportando foglie e piccoli detriti. Il muschio riveste completamente la parete nord. Qua e là, piccole pozzanghere di acqua stagnante emanano odori pungenti. La luce filtra attraverso passaggi naturali che non garantiscono riparo in caso di pioggia. Tra le cavità si annidano pipistrelli, insetti e piccoli roditori.

La stanza vuota (by Quarantenastyle)

Il rumore del traffico riecheggia nella stanza, tra le pareti beige leggermente scrostate. Sul pavimento in graniglia, consunto dall’uso, i segni geometrici lasciati dai mobili. Lungo i muri i solchi in rilievo delle tubature dell’acqua giungono fino a un vecchio rubinetto che fa capolino tra le piastrelle unte. Un soffio di vento filtra attraverso il foro della cappa mitigando l’odore di stantio, la tendina della finestra che si affaccia sul balcone si agita leggermente. Attraverso il buio, interrotto dalla luce di un lampione, si scorge l’ombra di un saliscendi posto al centro della stanza.

20 pensieri riguardo “Giochiamo?”

  1. 🤣 non è che puoi prestarmi la depippis con la foglia di banano che qui.si muore di caldo?
    Non riesco più a scrivere nulla, nemmeno la ricetta della pasta in bianco, il corso mi ha mandato in tilt, o meglio ho tante idee in mente, forse troppe, che non riesco a concretizzare 😜

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  2. L’ odore acre insieme al caldo insopportabile rendevano l’aria della stanza irrespirabile. Ciò che restava delle pareti, in buona parte arse dal fuoco, aveva un equilibrio alquanto instabile. Fili elettrici, semi sciolti dal caldo, da cui partivano scintille, penzolavano qua e là. Sul pavimento, annerito e coperto di fuliggine, giaceva il tetto ridotto in detriti, sparsi ovunque, e in alcuni tizzoni ardenti m, non ancora completamente arsi. Prof. la mia stanza ha preso fuoco 😁

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      1. La stanza vuota
        La polvere fluttua nell’aria, smascherata da un raggio di luce che penetra dalla persiana rotta; le mattonelle, alcune scheggiate, altre solcate da crepe, giacciono inermi sotto la polvere che si è depositata negli anni.
        Dal muro emerge un mattone, dove l’intonaco si è scrostato e solo alcuni brandelli di parete, ormai, mostrano il bianco con cui erano stati tinteggiati i muri, riconoscibile dove il segno di un quadro rimosso ha mantenuto integro il colore.
        Porto la mano alla volto, coprendo naso e bocca: l’aria stantia mi irrita le narici e gli occhi si socchiudono. C’è ancora qualcosa nell’angolo, un vecchio peluche, un orsacchiotto dalla pelliccia consunta, nascosto tra le ultime suppellettili di una mensola: lo prendo, gli do una lieve scrollata, alzando un’altra nuvoletta di polvere.
        «Ecco, ora non è rimasto più niente di me.»

        (spero vi piaccia e risponda ai cononi richiesti. Composto or ora!)

        Piace a 2 people

      2. Te lo rimando con alcune correzioni (refusi e dettagli, poca roba, eh… per fortuna)

        Il pulviscolo fluttua nell’aria, smascherato da un raggio di luce che penetra dalla persiana rotta; le mattonelle, alcune scheggiate, altre solcate da crepe, giacciono inermi sotto la polvere che si è depositata negli anni.
        Dal muro emerge un mattone, dove l’intonaco si è scrostato e solo alcuni brandelli di parete, ormai, mostrano il bianco con cui erano stati tinteggiati, riconoscibile dove il segno di un quadro rimosso ha mantenuto integro il colore.
        Porto la mano al volto, coprendo naso e bocca: l’aria stantia mi irrita le narici e gli occhi si socchiudono.
        C’è ancora qualcosa nell’angolo: un vecchio peluche, un orsacchiotto dalla pelliccia consunta, nascosto tra le ultime suppellettili di una mensola; lo prendo, gli do una lieve scrollata, alzando un’altra nuvoletta di polvere.
        «Ecco, ora non è rimasto più niente di me.»

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