La suocera

Mai ruolo fu più inviso a generi e nuore, ma credetemi nemmeno le suocere lo amano molto, se potessero lo rifiuterebbero volentieri. Lo dico da suocera.

Perché quando diventi suocera, indipendentemente da quale siano il tuo carattere o la tua mentalità, tutti i preconcetti, i detti e non detti sulla categoria sono li che incombono sulla tua testa e, come una spada di Damocle, al primo errore, che sia tuo o di qualcun altro, son pronti a trafiggerti.

Di solito la suocera più invisa al grande pubblico è la mamma di lui , in parte lo confermano anche la narrativa e la cinematografia. “Come difendersi dalla suocera” “Mia suocera è un mostro” tutte autrici al femminile, anche nel film “Quel mostro di suocera” con Jennifer Lopez, il mostro è la mamma di lui.

Credo che i tempi stiano un pò cambiando e cominci anche la mamma di lei a diventare “la suocera” sempre in mezzo, sempre a dispensar consigli e a monopolizzare il poco tempo libero della figlia per fare: shopping insieme, dal parrucchiere insieme, l’estetista insieme, in palestra insieme. Ovviamente sono solo lamentele che ho sentito da conoscenti, ma se qualche maschietto o mamma vogliono dire la loro sarò bel lieta di leggere.

Io ho una suocera fantastica, a cui sono molto affezionata, siamo andate sempre molto d’accordo rispettando ognuna gli spazi dell’altra. Mi ha sempre aiutata quando ne ho avuto bisogno, mi ha elargito consigli quando li ho chiesti. L’unico rito, costante nel tempo, è stato il pranzo della domenica, ma senza stress. Si poteva accettare o non a lei andava bene lo stesso. Per tutto il resto, o quasi, si è fatta i ca@@i suoi. Non perchè fosse menefreghista o non amasse suo figlio, o i suoi nipoti, ma proprio per amore di tutti è sempre stata quel passo indietro che ha fatto funzionare tutto.

Quando l’ho conosciuta era una giovane donna di 39 anni, che lavorava e si prodigava per la sua famiglia e non ha mai smesso di farlo. Continua anche ora che è anziana e vedova, provando ad essere il più autonoma possibile. A volte le imponiamo il nostro aiuto, per timore che faccia i complimenti, perché lei lo chiede solo quando è veramente impossibilitata a fare da se. Proviamo ad invitarla a pranzo ogni domenica,  ma non sempre ne ha voglia.

Mia mamma, invece, è stata una suocera un pò più difficile, la sua voleva dirla, richiesta o no, non poteva farne a meno. La tecnica di tutti noi della famiglia, per sopravvivere, è sempre stata lasciarla parlare e subito dopo dimenticare. Però, anche lei, è sempre stata una suocera autonoma. Alla morte di mio padre lei, che aveva quasi 65 anni, a mia insaputa perché ero contrarissima e non volevo caricarmi di una ulteriore preoccupazione pensando agli automobilisti che l’avrebbero incrociata, prese la patente per non chiedere passaggi a nessuno. Le dovetti dire “Chapeau mamma!” (poi un giorno vi racconterò la storia di mia mamma alla guida).

Ed io che suocera sono? Specialmente, per il fatto che abito vicino a mio figlio e sua moglie, ma non ci vediamo mai, una che si fa i cavoli, zucchine, pomodori, ecc, ecc, suoi. Tengo a dire che sono così proprio come indole. Sono una che vive nel suo mondo, spesso con la testa, ma anche i piedi, tra le nuvole. Comunque, per fare il meglio possibile il mio ruolo di suocera mi sono ispirata molto alla mia e poco a mia mamma.

Ci sono e non ci sono, non vedo, non sento, se richiesto da entrambi corro o do il mio consiglio, non invito a pranzo con regolarità, ma sanno che alla mia tavola il posto per loro c’è e ci sarà sempre, anche senza preavvisi.

Ho la mia vita da vivere, non voglio certo vivere la loro!

Direi che ha funzionato tutto alla grande finché non ho avuto uno scambio di opinioni con un’amica psicologa.

Lei sostiene che abitare vicino ai genitori è la rovina delle coppie, perchè le suocere si intromettono sempre “Ai miei pazienti consiglio di andare ad abitare lontano”

Mi è sorto un pò il dubbio che parlasse alla nuora per far intendere alla suocera, al che mi sono sentita in obbligo di ribattere.

Le ho fatto notare che, se lei ha problemi con sua suocera, sua mamma, sua nonna, suo marito, (nemmeno vivono nella sua stessa città) questi problemi non godono della proprietà transitiva e passano automaticamente ai suoi pazienti. Ed, inoltre, che conosco genitori che abitano vicino ai figli sposati e con quest’ultimi non hanno problemi, vedi me e se li ho non ne sono a conoscenza.

Cara la mia amica il consiglio giusto che dovresti dare non è quello di cambiare casa o di andare lontano, ma di liberarsi della suocera, quella giusta, che non necessariamente è quella che abita vicino.

Non esistono mogli o mariti perfetti. Figuriamoci le suocere.
(Papa Francesco)

4 pensieri riguardo “La suocera”

    1. Infatti! Se qualcuno è invadente per carattere, non ha bisogno di stare vicino per esserlo, lo sarà anche se abita a distanza. Giorni fa avevi scritto gli psicologi tutti a zappare … concordo!!!

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  1. Bellissimo articolo . Io sono ufficialmente “suocera” da inizio marzo , quando il più grande dei miei indiani è andato a convivere con la sua squaw a poco più di un km da casa mia. Da allora sono andata a trovarli solo due volte perché preferisco che siano loro a venire a casa mia. Il timore di disturbare o di invadere i loro spazi non mi abbandona mai

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