“Il peso”

Non è l’ennesimo post sulla dieta, ma “Il peso” è il titolo del libro che ho terminato di leggere in questi giorni, di Liz Moore.

“Ogni sera mi ripeto che domani sarà diverso e nuovo, che domani sarà meno brutto, anche di poco”

Sto pensando cosa scrivere di questo libro, perchè voglio scriverne, ma sono in difficoltà, non so da dove cominciare, per farvi capire di più dovrei narrarvi la storia, ma poi ne rovinerei la lettura. Posso, però, dirvi che ha smosso dentro di me una ridda di sensazioni che, in qualche momento, mi hanno fatto andare in crisi.

Vi consiglio di leggerlo anche se so che a qualcuno potrebbe non piacere. Io stessa mentre leggevo non riuscivo a capire quanto mi piacesse. Diversamente dal solito, che un libro lo divoro, ho interrotto la lettura diverse volte, mi sentivo tremendamente triste, sentivo il bisogno di staccare un pò e pensare ad altro, ma l’ho ripresa sempre, perchè si intuiva che sarebbe arrivato meglio. Adesso, dopo averlo metabolizzato, se dovessi dargli un punteggio, credo che il massimo sarebbe giusto. E’ un libro che fa riflettere, che fa vivere delle emozioni intense, si fa leggere bene, c’è forse un eccesso di descrizioni, ma la lettura scorre, comunque, fluida e fa ben sperare. Si mi è piaciuto!

Ho letto il libro dietro il suggerimento di un amico, non so se sia uno di quei libri che avrei comprato incrociandolo casualmente su uno scaffale in libreria, ma ho voluto fidarmi di chi me l’ha consigliato e l’ho acquistato.

Nel voto positivo che do al libro concorre un anedotto, nella prima pagina, grazie al quale è scattata la molla che mi ha spinto ad iniziare seriamente una dieta

Sono passati anni dall’ultima volta che sono stato in uno studio medico e allora ne pesavo duecentoquindici e hanno dovuto mettermi su una bilancia speciale.

non perchè sia sui 200 kg come il protagonista Arthur Opp, ma proprio per non arrivare mai ad un peso tale, finchè i kg da perdere non sono troppi, meglio darsi da fare. La “bilancia speciale” mi ha subito fatto pensare a quelle con cui pesano gli animali oppure i camion prima senza e poi a pieno carico. Se, all’inizio, ho usato questo aneddoto per far ridere la mia famiglia, sul perché ho iniziato la dieta , la realtà è che non reggerei all’imbarazzo nel sentirmi dire “Signora venga andiamo alla bilancia speciale” .

Ebbene si uno dei protagonisti del libro è un uomo in soprappeso, ma un sovrappeso importante non quelli di cui ci lamentiamo spesso noi donne che ci vediamo la pancia o il culone e urliamo “Ahhhh sono obesa”. Arthur Opp è un uomo molto grasso, maledettamente grasso, ma continua a mangiare tutto quello che vuole e non perde occasione per consolarsi con una buona dose di prelibatezze, apre il frigo e tira fuori di tutto, in casa sua c’è ogni tipo di cibo che acquista sempre online. Per Arthur, però, “il peso” non è solo quello corporeo, ma dietro a quel peso c’è molto di più.

Infatti, il tema che il libro tratta è il “peso della solitudine”, sia della solitudine auto imposta come quella di Arthur Opp che della solitudine causata dall’abbandono degli altri.

I personaggi sono tutti esseri fragili, descritti con una certa eleganza, che per scelta o no, sono soli e si sono incontrati nel corso delle loro vite. In ognuno di essi c’è il desiderio di riscatto da questa solitudine e lo cercano nella maniera che è loro più congeniale.

Tutti e due nascosti nelle nostre case, raggomitolati in noi stessi in solitudine. Entrambi soli. Avrebbe potuto essere tutto diverso, ho pensato. Molto diverso. Ma non ci ho riflettuto più di tanto.

Un libro che mi ha fatto riflettere molto sulla solitudine che è diversa dal mio amare “star sola”, che quando voglio ho la possibilità di avere compagnia o di confrontarmi con gli altri, uno “star sola” a cui, però, non vorrei un giorno abituarmi troppo da dire “Ma non ci ho riflettuto più di tanto” oppure “Mi sentivo destinato alla solitudine, certissimo che un giorno mi avrebbe trovato, così quando è accaduto non mi sono stupito e l’ho perfino salutata con gioia

Buona lettura a tutti solitari e non!

7 pensieri riguardo ““Il peso””

  1. Da come l’hai descritto è utile essere in un momento sereno, per evitare di perdersi sotto il peso dei contenuti, dico bene?

    No, non credo lo leggerò: per riflettere preferisco le persone ai libri, c’è più dialgo.
    Io però penso a questo, in merito al tuo articolo: l’umiliazione più grande non deriva da coloro che dicono di salire sulla “bilancia speciale”, ma da te stessa che hai consentito di arrivare fino a quel punto.

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    1. Dici bene si, i contenuti sono in alcuni momenti molto molto tristi. Per la bilancia che ti dico? A volte una scossa può essere utile, anche se ora nessuno mi direbbe di salire sulla bilancia speciale, ho pensato che perdersi potrebbe essere un attimo e magari un giorno ti ritrovi su una bilancia speciale e non sai come ci sei finita. Quindi meglio affrontare i chili da perdere finchè son pochi, ma sicuramente dipende solo da noi.

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  2. È molto bella la riflessione sullo star soli e sul sentirsi soli . Io amo la solitudine, mi permette di riflettere, di ricaricare le batterie, ma non mi sento mai sola perché avverto l’affetto di chi mi vuole bene . Ho passato un periodo molto (molto!) buio nella mia vita e in quel periodo la solitudine mi pesava nonostante la vicinanza dei miei cari perché in quel caso la solitudine non partiva da una mia necessità interiore . Per quanto riguarda la bilancia , pur non avendo assolutamente bisogno di una bilancia speciale, faccio sempre a pugni con le diete che non mi permettono di soddisfare le richieste della gola 🤣🤣🤣

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  3. Ciao Libera-mente (ma che bel nick!) sono capitata per caso sul tuo blog mentre sto iniziando il mio, approcciandomi ad un nuovo stile di vita… perché io sì, sono obesa e devo cercare di cambiare le cose, prima che sia davvero troppo tardi… mi ha colpita questo post, credo che, a sessione d’esami finita prenderò in considerazione l’idea di leggere quel libro, chissà che non mi dia qualche buono spunto di riflessione!

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    1. Ciao Crudelia, ti chiamo con il nome del blog che immagino sia anche il tuo nick, inutile ti dica che hai un nick che è bel programma 😉. Grazie di essere sul mio blog, anzi il nostro perchè siamo in due, ho una socia di sventure e avventure e grazie per il nicķ a cui sono giunta a mente poco libera, quindi l’idea di liberarla è stata un attimo. A me il libro ha dato qualche buono spunto, ho un controllo su me stessa a cui non avrei pensato il giorno prima di leggerlo e ti dirò di più è come se ho appeso alla porta del mio frigo un’immagine di Arthur Opp che svaligia il suo, lo apro, ma non tocco nulla che non sia per me.
      Farò un giro sul tuo blog a rileggerci presto! …

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