Quando Cenerella non aspettò il principe

Quest’oggi ce l’ho con Cenerella. Per la verità è da ieri che sto maturando questo sentimento avverso, più penso al suo personaggio e più mi sale l’embolo e ringrazio la sorte per avermi regalato tre figli maschi. Mi hanno salvata dal dover raccontare la favola o dal dover guardare con loro il cartoon, sognando insieme l’arrivo del principe. Certamente mi sono dovuta adeguare ad una vita in caserma tra commilitoni, ma ciò ha fortificato il mio carattere, sono diventata un pò commilitone anch’io, per tenere a bada 4 uomini e un cane il carattere devi tirarlo fuori, non puoi mica essere Cenerella.

Quand’è che cominci a detestare Cenerella? Quando ti trovi ad aver a che fare con una Cenerella dei giorni nostri e, anche peggio, con la sua matrigna. Cenerella è giovane ed inesperta e quasi, quasi, ti viene di scusarla e comprenderla, ma per quell’arpia della matrigna non ci sono scusanti, anzi pensi che vorresti riscrivere “la favola” e farle fare una finaccia. Di versioni della favola ne esistono tante ed io ne voglio una tutta mia. Ho chiesto per anni all’extraterrestre di Finardi di portarmi via perchè volevo una stella tutta mia e non mi ha accontentata, almeno avere una versione di Cenerella tutta mia che mi sia concesso.

Cenerella era una bravissima fanciulla, le sorellastre e la matrigna delle emerite stronze. La sfruttavano e si burlavano di lei, mentre loro si divertivano a corte e andavano a spasso con conti e duchi, la povera fanciulla puliva, rassettava la casa, preparava il pranzo e come unico svago non le restava altro che parlare con topolini, uccellini o qualunque altra specie che non fosse umana, compresa una fata un pò svampita.

Ho immaginato per un momento che Cenerella dopo tanto lucidare gli argenti; togliere la cenere dal camino; correre di qua e di là; aggiustare l’abito ad Anastasia; fare la treccia a Genoveffa che, con la treccia o lo chignon, sempre racchia resta; preparare il tè a quella scioperata della matrigna, un bel giorno, stanca di tutto ciò e consapevole che il principe azzurro è una favola metropolitana, trova il coraggio di mandarle tutte al diavolo. Dopo aver assestato un bel calcio in culo alle sorellastre, piazzato un destro in un occhio alla matrigna, si strappa il grembiule di dosso, infila un paio di scarpe comode, ma non di cristallo e, rivolgendosi verso di loro facendo il gesto dell’ombrello, si sciacqua dalle balle. Fossi in lei anche una bel vaffa alla fata Smemorina non lo risparmierei. La strunz non poteva trasformarla in principessa per sempre? No! Le doveva dare la scadenza nemmeno fosse un vasetto di yogurt.

Quindi la nostra Cenerella, ormai libera da tutti questi familiari opprimenti, se ne va.

Comincia con il cercarsi un lavoro, in qualche modo dovrà pur vivere, e scopre che, purtroppo, non potrà essere il lavoro dei suoi sogni, perchè con quello non riuscirebbe a sbarcare il lunario, ma dopo aver accettato il fatto il lavoro esce fuori e il lato finanziario è sistemato.

Affitta una casa, sicuramente senza camino, di cenere ne ha pieni gli zebedei, l’arreda secondo i suoi gusti. Prende con se anche un bel gatto da coccolare, una gabbietta con dei canarini e pure 2 criceti (le vecchie abitudini son dure a morire) e inizia la sua nuova vita.

Cenerella va al lavoro, frequenta gli amici, va al cinema, a cena fuori, viaggia, fa shopping con le amiche, accudisce i suoi animaletti. Quando è a casa se ha voglia pulisce, lava e stira oppure ciondola oziosamente, ma nessuno le dirà nulla perché sarà libera di vivere come vuole.

Intanto la matrigna e le sorellastre proveranno in ogni modo ad entrare nel suo mondo e, poichè lei è buona e gentile, concederà loro di passare a vedere se sono ancora vive non più di una volta al mese, forse 2 nel caso in cui abbiano un raffreddore grave, in caso di Covid ancora meglio perchè le sarà proprio proibito avvicinarle.

Ah ma loro insisteranno e insisteranno “Cenerella il camino è pieno di cenere passa da noi” “Cenerella la mamma non sta tanto bene ha bisogno che passi dal dottore per le ricette” “Ceneeeeerella dobbiamo andare al gran ballo non possiamo lasciare la mamma da sola, vieni a farle compagnia

Ma Cenerella è ormai una donna forte, indipendente e resta ferma nella sua scelta, senza farsi venire dubbi se possa aver sbagliato o no a mandare al diavolo matrigna & C., perciò non esiste scusa alcuna che possa farla desistere dal rispettare la regola di una volta al mese per le visite.

Cenerella arriva ad essere così forte e cazzuta da potersi permettere, un giorno, di lasciare la sua casa e di andare a vivere con un bel principe che la ama follemente e che brama solo il suo amore. Al principe non interessa se lei lava e stira le camice, perché sa farlo anche da solo, se ne frega se un giorno lei non riordina la casa, perché è bello stare insieme anche in mezzo al disordine e quando avranno voglia, dopo aver riso tanto, essersi amati, aver giocato e scherzato, la casa la riordineranno insieme, lasciando fuori dal loro nido matrigne, sorellastre e chiunque altro possa turbare l’armonia della loro vita insieme.

Perché se non sei tu a salvare te stessa, non c’è principe che potrà farlo! E nemmeno fata, le fate non esistono e nemmeno le zucche che si trasformano in carrozza, perché le zucche restano zucche, al più, ci fai la vellutata.

“C’è un momento che devi decidere: o sei la principessa che aspetta di essere salvata o sei la guerriera che si salva da sé…” (Marylin Monroe)

dedicato alla mia “sister” sicula a cui voglio un bene immenso.

9 pensieri riguardo “Quando Cenerella non aspettò il principe”

  1. Le fate non esistono lo dici a casa tua! Ah, già. Siamo a casa tua! 😛

    Bella versione della storia, ma la matrignetta ammalata, peverella… falla crepare, no? Così smette di soffrire! 😀

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  2. 😂 in effetti avrei potuto anche pensare alla morte della matrigna, ma poi la poverina si sarebbe dovuta accollare la responsabilità per quelle sciagurate delle sorellastre e lei, troppo buona, temo lo avrebbe fatto … comunque non mi è venuto in mente affatto e ci poteva stare anche bene aggiungere la lotta interiore per le sorellastre … dirmelo prima no? 😁 .. e le fate non esistono 😂

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  3. Bellissimo, sono d’accordo su tutto ciò che hai scritto . Quando ero piccola andavano di moda i cartoni giapponesi tipo Goldrake. Ricordo che c’era una corrente di pensiero che sosteneva che i bimbi che seguivano quei cartoni animati crescendo si sarebbero trasformati in “mostri”.., beh, io credo che i danni maggiori li abbiano fatti le varie principesse, cenerentole e fatine…

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