Il primo amore non si scorda mai…

Il mio rapporto d’amore con il computer inizia a sgretolarsi , tutta colpa del cellulare, più affascinante, accattivante, sempre pronto e disponibile. Il computer no, il computer è ingombrante, difficilmente disponibile ad ogni capriccio, se vuoi che ti accompagni lo devi preparare, controllare che la sua valigetta sia completa: mouse, tappetino (non indispensabile ma comunque utile), caricabatterie con alimentatore, a volte pure hard disk e masterizzatore non integrati … naaa, troppo impegnativo uscire di casa con un pc.

Cellulare in tasca e via, per nuove fantastiche avventure .

Eppure una volta non era così .

Il mio rapporto d’amore con il computer inizio’ molto presto . Avevo 14 anni quando la Sinclair mise sul mercato il favoloso ZX80. Come potevo rinunciarvi ?

Cominciai fin da subito a smanettare, che all’epoca significava copiare dei programmi da riviste specializzate con un sistema talmente arzigogolato che serviva una laurea in scienze della pazienza. Acquistai libri e riviste e iniziai a studiare il BASIC , disegnai i miei primi diagrammi a blocchi sui quali costruire dei semplicissimi programmi, nulla di che, ma si era comunque agli albori dell’informatica.

Nel frattempo la RAM iniziò a dar segni di sfinimento , era stata progettata per una manciata di byte e un po’ alla volta si era trovata a gestire stringhe sempre più complesse. Dovetti pertanto aggiungerne una supplementare ma nel frattempo la Sinclair inondò il mercato con lo ZX81 che a differenza del predecessore era più veloce in quanto aveva le rivoluzionarie funzioni fast e slow.

Riuscii a vendere il “vecchio” ZX80 ad un ragazzo di Rimini tramite un’inserzione su una rivista specializzata e acquistai un favoloso ZX81 dal design più accattivante. L’appoggio incondizionato dei miei genitori, per me, ragazzina quattordicenne, era di fondamentale importanza. Non solo mi supportavano (e sopportavano) ma partecipavano attivamente in questa mia avventura in un mondo che ancora non si sapeva in quale direzione avrebbe portato . Era la moda del momento o l’inizio di una nuova era ?

Ricordo ancora il primo “vero” programma che creai in BASIC con il fondamentale aiuto di un ragazzino dodicenne che in seguito si laureò in ingegneria informatica. Nonostante abitasse sulla mia stessa via creammo il tutto a distanza , parlando tramite baracchino CB e snocciolando stringhe incomprensibili per la maggior parte dei radioamatori . Lo chiamammo “l’uomo che salta in fast e in slow”, era un omino stilizzato che abbozzava dei salti, lenti o veloci, a seconda dei tasti premuti . ‘Na ciofeca, si direbbe oggi, ma all’epoca ne fummo orgogliosi .

Nel frattempo l’informatica fece passi da gigante e noi ci adeguammo: Spectrum, Macintosh, Xerox , Atari , Amiga, Commodore, IBM per poi arrivare ai vari Pentium e oltre… la tecnologia continua a progredire come è giusto che sia, ma una cosa è certa: l’emozione che mi trasmise quel primo omino saltellante non la dimenticherò mai .

“L’autostrada informatica trasformerà la nostra cultura tanto drasticamente quanto l’invenzione della stampa di Gutenberg ha trasformato quella del Medio Evo.”
(Bill Gates)

7 pensieri riguardo “Il primo amore non si scorda mai…”

  1. Per un attimo ho quasi creduto che ci avresti raccontato del tuo primo amore, quello in carne ed ossa 😁, concordo con te il primo amore non si scorda mai qualunque esso sia. Grazie per questi ricordi fanciulleschi, in alcuni aspetti, molto simili ai miei …

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