“Eravamo partiti bene …”

Eravamo partiti bene, come a voler prendere il “virus” per le corna.

“Da domani tutti a casa, l’Italia si ferma”

Ebbene si, è stato un pò un colpo al cuore, ma la reazione è stata fulminea.

L’Italia si ferma sì, ma non gli italiani!

Perchè gli italiani hanno il sole dentro, il mare, la montagna, il colore dei tramonti, tutto ad alimentare la loro fantasia e hanno l’arte e hanno la voglia di vivere.

Ed allora un bisbiglio, partito da non si sa dove, li ha trasformati in artisti da balcone, da finestra ed anche da tetto.

Nel silenzio delle città e dei paesi dai balconi, dai tetti e dalle finestre, all’imbrunire, si sono alzati canti, concerti improvvisati, applausi agli inconsapevoli protagonisti di questo momento, ai medici, alle forze dell’ordine, qualcuno ha applaudito anche il vicino.

Si è sentito per qualche minuto il suono della vita.

Sempre sui balconi o alle finestre, per rassicurarci che “andrà tutto bene”, sono spuntati arcobaleni.

Ha fluttuato nell’aria il desiderio di farcela.

Poi hanno iniziato a sfilare bare. Nel silenzio della città hanno sfilato camion militari,  con le salme di nonni, tanti nonni,  di genitori, di amici, di medici, degli stessi inconsapevoli protagonisti che il nemico invisibile si è portato via insieme ai canti e agli applausi che hanno iniziato a sembrare fuori luogo, irrispettosi, lasciando spazio al dolore, alla paura, alla tristezza, al silenzio della morte.

I balconi si sono svuotati, le finestre si son chiuse e il virus ha segnato il primo punto.

Eravamo partiti bene, come a voler prendere il “virus” per le corna, ma il virus ha preso noi.

Però, un applauso lo farei, un canto lo intonerei … per coloro che se ne sono andati, nel silenzio e in solitudine, lasciando vuoto e dolore in altre vite, coloro che hanno combattuto, perdendo, la loro battaglia confortati solo dagli eroi di questo tempo strano, inaspettato e a momenti incomprensibile, per dire loro “non dimenticheremo mai”

Nulla di quello che accade all’uomo deve risultarci estraneo” Papa Giovanni XXIII

Un pensiero riguardo ““Eravamo partiti bene …””

  1. Abbiamo preso tutto sottogamba, io per prima . Ora c’e’ solo il dolore che nulla potrà lenire. Gli applausi agli eroi si mescolano con gli applausi per chi non ce l’ha fatta, sono gli applausi a quelle vite che si sono incrociate nei pronto soccorso, nelle corsie degli ospedali , nelle rianimazioni , vite che hanno lottato insieme seppur su differenti fronti , come in guerra , peggio che in guerra, perché qui il nemico è subdolo, invisibile e colpisce alle spalle le persone più deboli, strappandole in poco tempo dall’affetto dei propri cari. Non possiamo fare nulla per evitare tutto ciò ma possiamo fare tanto per cercare di contenerlo. Ce la stiamo facendo ma restiamo a casa . Anche a Pasqua !

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